L’Opel “copiata” dalla Suzuki Wagon R+: sono praticamente identiche

Una Opel è davvero identica ad un modello di costruzione Suzuki, e tutti sono molto sorpresi dalla vicenda. Guardate che forme assurde.

Tra i marchi più noti sul mercato europeo ed internazionale ha una sua importanza la Opel, costruttore tedesco che da sempre è moplto ben visto anche dagli italiani. Al giorno d’oggi, è parte del gruppo Stellantis ed è per questo che sta lanciando sul mercato molti modelli EV, con l’obiettivo di crescere da questo punto di vista.

L'Opel "copiata" dalla Suzuki Wagon R+: sono praticamente identiche
Opel e Suzuki – Fuoristrada.it

La Opel ha una storia molto lunga ed ha avuto anche tanta esperienza nel motorsport, come nel DTM tedesco ed in gare di durata. Quest’oggi però, vi parleremo di un modello davvero clamoroso, che si è legato ad un altro costruttore per basare una delle sue auto di maggior successo. Andiamo a scoprire nel dettaglio di che vettura si tratta.

Opel, le clamorose immagini di un modello “copia”

Nel 2000, la Opel lanciò sul mercato la Agila, un modello molto richiesto e che ha fatto registrare delle vendite notevoli, che infatti uscì di produzione solo nel 2014. L’auto è stata disponibile in due diverse generazioni, con la prima che rimase sul mercato sino al 2007. La genesi di questo veicolo nacque da una sorta di esigenza della casa tedesca, che stava lavorando alla terza serie della Corsa, ma con l’obiettivo di renderla più piccola rispetto alle precedenti.

Infatti, il marchio tedesco si rese conto che si stava allontanando dal segmento delle piccole, e doveva riportare la Corsa alle sue caratteristiche naturali. A quel punto, si decise di realizzare un altro modello che potesse essere “maggiorato” nelle dimensioni, e si optò appunto per l’Agila. A quel punto, ci si accorse che tale vettura potesse basarsi sulla Suzuki Wagon R+, visto che entrambi i marchi erano parte di General Motors.

Dunque, questa vettura ispirò i vertici della Opel, che aveva una carrozzeria da Mini-MPV, che aveva un vantaggio notevole rispetto a tutte le rivali. Ci stiamo riferendo a degli spazi interni enormi, che nessuna auto di quel segmento poteva vantare, escludendo la Hyundai Atos, che però era inclusa solamente sul mercato orientale, mentre l’Agila avrebbe fatto la sua parte in Europa, dove non c’era realmente concorrenza.

A quel punto, si decise che la nuova Opel avrebbe sfruttato in pieno il telaio della piccola Suzuki, e che c’era anche un’altra possibilità di contenere i costi. Essa sarebbe stata costruita assieme alla piccola giapponese, che ormai era diventata una sorta di “cugina”, all’interno degli stabilimenti di Gliwice, situati in Polonia, e di proprietà comunque del brand tedesco. A quel punto, nacque la Opel Agila, nella prima metà del 2000, vettura che avrebbe aperto una nuova era.

Come detto in precedenza, le vendite furono subito ottime grazie ai comfort che metteva a disposizione, ed anche in Italia, ancoera oggi, ne sono presenti in migliaia di unità. La trazione è anteriore, con cambio manuale a 5 rapporti e motori General Motors. La sua storia meritava di essere raccontata, perché è davvero molto curiosa e particolare nei suoi dettagli più segreti.

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