Ricaricare l’auto elettrica senza spendere un centesimo | Il trucco legale per farlo

Ricaricare l’auto elettrica periodicamente è indispensabile, esattamente come si fa rifornimento al distributore con quelle a benzina e diesel. È davvero possibile risparmiare su questa operazione? Fortunatamente la risposta è affermativa.

L’idea di “restare a secco” a causa di una rete di colonnine di ricarica ancora non troppo vasta sul nostro territorio finisce per fare da deterrente a chi è ancora in dubbio su quale tipo di alimentazione puntare. La preoccupazione diventa ancora più forte in questo periodo, in cui l’energia elettrica ha raggiunto livelli più che elevati, indipendentemente dal fornitore a cui si decide di affidarsi. Chi sceglie di effettuare la procedura a casa teme così di andare incontro a un vero e proprio salasso, che può diventare difficile da sostenere sul lungo periodo. Ma è davvero possibile ricaricare l’auto elettrica senza doversi ritrovare “rovinati”? Niente paura, non tutto è perduto.

ricaricare auto elettrica ricarica
Ricarica auto elettrica – Foto | Flickr

Ricaricare l’auto elettrica è davvero costoso?

Il caro energia è ormai diventato da tempo una triste realtà nel nostro Paese, che sta mettendo letteralmente in ginocchio famiglie e imprese. Alcune aziende si sono rtrovate addirittura costrette a ridurre o fermare la produzione perché stremate dai costi da sostenere.

Un quadro come questo nn può che preoccupare chi già tempo fa aveva deciso di puntare su una vettura green. I numeri sono decisamente preoccupanti e danno l’idea del fenomeno: per ricaricare l’auto elettrica oggi si spende il 161% in più rispetto ad un anno fa. Il dato emerge da nan ricerca di mercato effettuata da Facile.it, testata nata proprio per rendere gli utenti consapevoli delle spese che devono sostenere e aiutarli a individuare nuove opportunità di risparmio. Nel caso dell’energia elettrica si è deciso di prendere in considerazione il costo di una ricarica casalinga a ottobre 2021 e 2022, mentre per benzina e diesel sono stati utilizzati i valori medi del prezzo alla colonnina rilevati a settembre 2021 e nell’ultima settimana di settembre 2022.

Questa situazione non può che fare desistere chi finora non ha ancora deciso cosa acquistare e frenare l’ascesa della mobilità green. Non andrebbe meglio nemmeno se si decidesse di effettuare la ricarica a una colonnina su strada, i prezzi sarebbero ancora più elevati.

È possibile effettuare l’operazione gratuitamente?

Non può che venire naturale chiedersi se esistano soluzioni che consentano di ricaricare l’auto elettrica spendendo poco o addirittura niente. A prima vista verrebbe da dire di no, esattamente come accade con il rifornimento per le vetture “tradizionali”. Fortunatamente questo è vero solo in parte.

Effettuare l’operazione senza dover appesantire il proprio portafoglio è possibile, almeno secondo un test partito da poco negli Stati Uniti. Si tratta di un’idea firmata Volta Charging, azienda specializzata in infrastrutture di ricarica, che ha installato 2 mila colonnine negli Stati Uniti e solo recentemente ha fatto il suo debutto, per ora con una sola struttura, a Parigi.

ricarica auto elettrica
Ricarica auto elettrica – Foto | Pxhere

Tutto questo è possibile sfruttando la pubblicità. Cosa vuol dire? Dove sono presenti le colonnine si trova anche un monitor da 55″ , montato su un lato, mentre sull’altro c’è il cavo di ricarica. Si è deciso di posizionare un solo cavo non tanto per danneggiare gli utenti, quanto per garantire visibilità ai messaggi pubblicitari.

Sono proprio queste pubblicità a “pagare” quello che gli utenti dovrebbero spendere per la ricarica. Più pubblicità ci sono, minore è il prezzo da pagare per “fare il pieno” alla propria auto elettrica. Se si riuscisse nell’intento di vendere tutti gli spazi disponibili, gli automobilisti potranno farlo in maniera assolutamente gratuita.

L’azienda ora punta ad ampliare la sua diffusione anche in Europa, partendo da Austria, Francia, Germania e Svizzera, ma non è esclusa che nel piano presto possa essere inclusa anche l’Italia.