Benzina, dove costa di più: italiani “fortunati”, ecco il motivo

L’aumento dei prezzi dei carburanti sembra inarrestabile ma c’è chi se la passa peggio degli automobilisti italiani. Forse siamo fortunati. 

L’aumento dei prezzi dei carburanti può colpire duramente i bilanci delle famiglie, specialmente in contesti economici vulnerabili. In queste realtà, dove i redditi sono bassi e le infrastrutture meno sviluppate, anche un modesto aumento dei prezzi dei carburanti può avere conseguenze gravi e diffuse. L’impennata del costo dei carburanti influenza anche i costi di produzione e la distribuzione dei generi alimentari per via dei trasporti. Ciò comporta l’aumento del costo della vita, mettendo ulteriormente sotto pressione i bilanci delle famiglie a basso reddito.

Distributore benzina
La benzina è davvero così cara in Italia? Forse no (Canva) – Fuoristrada.it

È essenziale che i governi e le organizzazioni internazionali considerino il grave impatto che gli aumenti dei prezzi dei carburanti possono avere sulle persone e sulle comunità più vulnerabili. In Italia poi conosciamo bene questa situazione, visto che i carburanti aumentano il loro costo ormai progressivamente da oltre un anno e il peso delle accise applicate influiscono sensibilmente – nonostante gli interventi – sul prezzo. Una brutta situazione forse ma il Bel Paese non è la maglia nera in questa classifica, infatti c’è chi grava in condizioni peggiori delle nostre.

La classifica europea del costo della benzina

Il costo della verde nel mondo è estremamente variabile, a causa di diversi fattori tra cui il livello di tassazione applicata al prezzo al litro o della disponibilità della materia prima nel paese. Si passa, infatti, dai 3 Euro per un litro di benzina di Hong Kong ai soli 3 centesimi al litro di verde in Venezuela. Escludendo le nazioni extra europee, il Codacons ha pubblicato una classifica dei prezzi della benzina in Europa, accise incluse.

Prezzo della benzina
Benzinaio costoso? Poteva andare peggio (Ansa) – Fuoristrada.it

I Paesi dell’Unione Europea più economici alla pompa sono quelli dell’Europa dell’est. Infatti, quasi tutte le nazioni una volta parte della sfera di influenza in Unione Sovietica presentano un costo della verde che si aggira tra 1,31 €/litro della Polonia e 1,68 €/litro dell’Ungheria. A metà di questa classifica, troviamo una eterogenea classifica di Paesi dell’Unione, dalle tre repubbliche baltiche e i Paesi mitteleuropei alla penisola iberica. In questo limbo, il prezzo passa da 1,71 €/litro dell’Austria a 1,86 €/litro del Portogallo.

In cima a questa triste classifica troviamo alcune delle nazioni con le economie più sviluppate della comunità, le quali pagano il prezzo più alto per fare il pieno al serbatoio della propria automobile. Si parte da 1,94 €/litro della Germania, passando per i 2,00 €/litro netti dell’Italia, fino ad arrivare al primo gradino del podio rappresentato dai Paesi Bassi, in cui servono ben 2,13 euro per un litro di verde. Eccezione in questo gruppo è la Grecia, non certo florida economica europea, ma in cui la verde costa 2,04 €/litro. Insomma, per una volta, noi italiani non possiamo lamentarci. Non troppo, almeno.

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