L’Alfa Romeo partorita dalla “fantascienza”: sembra proprio una navicella

Porta il nome di un mezzo legato alla fantascienza ma è un’automobile, che ha lasciato di sasso tutti quanti al momento della sua uscita: ecco l’Alfa Romeo che nessuno si ricorda. 

E’ vero che l’inventiva e la creatività sono le caratteristiche principali di un designer di successo, cosa che chi ha lavorato per atelier come Pininfarina, Bertone o Giugiaro potrà sicuramente confermare, ma a volte, i costruttori si lasciano andare a voli pindarici davvero eccessivi che rendono un’automobile troppo avanti per il tempo in cui nasce sotto il profilo estetico. Forse, la stessa cosa che è successa con questo modello.

L'Alfa Romeo partorita dalla "fantascienza": sembra proprio una navicella
Alfa Romeo – Fuoristrada.it

Del resto, una vettura nota come Disco Volante non può certo essere la tua classica berlina sportiva di tutti i giorni. Per parlare di questo modello dobbiamo tornare ad un periodo in cui Alfa Romeo era uno dei marchi più importanti d’Italia: non che oggi non lo sia ma rispetto ad oggi, il marchio Premium di Stellantis era rinomato per la sua partecipazione a molte competizioni internazionali e la produzione – soprattutto! – di cabriolet, supercar e berlinette.

Tra le automobili più bizzarre partorite in questa epoca d’oro del marchio che collochiamo tra gli anni cinquanta e settanta, impossibile non citare un modello che non avrebbe sfigurato in Star Trek o Doctor Who ma che si sarebbe presto rivelata davvero troppo azzardata per il mercato dell’epoca. Chissà, forse oggi troverebbe compratori più facilmente.

Non vola ma fa sognare!

Introdotta per la prima volta nel 1952 l’Alfa Romeo Disco Volante faceva parte di un progetto studiato in Galleria del Vento dagli ingegneri Alfa Romeo e in primis da Gioachino Colombo e Carlo Chiti per arrivare a sviluppare un’automobile più veloce di qualsiasi altra rivale. A quei tempi, grazie a talenti come Nino Farina, Alfa Romeo era molto competitiva e vantava anche ottimi risultati in Formula Uno tra cui alcune vittorie.

La casa lavorò duramente e studiò ogni variabile possibile fino ad arrivare a partorire un’auto che, con il suo motore a quattro cilindri da 158 cavalli di potenza complessiva, riusciva a toccare la velocità massima di 220 chilometri orari, quasi come una monoposto dell’epoca! Questo risultato straordinario dipendeva soprattutto dall’aerodinamica della vettura, senza precedenti.

La vettura venne chiamata Disco Volante per motivi abbastanza palesi: ne furono costruiti in tutto cinque prototipi che non conobbero una produzione in serie ne ulteriori sviluppi, anche se un esemplare cabriolet venne largamente impiegato da un privato in eventi sportivi non ufficiali. Nel 2010 Alfa Romeo ha riproposto una nuova interpretazione dell’automobile esposta alla Fiera di Milano che riprende il design assurdo. Una supercar di altri tempi che però guardava molto al futuro!

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