Audi, la decisione per la sostenibilità è da applausi: Greta Thunberg approva | Come funziona

Audi verso un modello produttivo sempre più sostenibile. La rivoluzionaria decisione del colosso tedesco rende felice anche gli ambientalisti

Per anni attivisti e scienziati hanno provato a sensibilizzare l’opinione pubblica sui disastrosi effetti dell’inquinamento sul nostro ambiente. La battaglia, negli ultimi anni sembra avere raccolto sempre più alleati e consensi, anche nel mondo dei motori. Le case automobilistiche si stanno muovendo verso un modello di produzione sempre più sostenibile. Risorse e sforzi economici sono ormai rivolti verso materiali e processi produttivi a minore impatto ambientale, in modo da riuscire a tutelare l’ambiente che ci circonda e a provare a dare il proprio contributo nel mettere un freno agli enormi disastri ambientali causati dagli errori dell’uomo.

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Audi verso una politica più sostenibile (Fuoristrada.it)

Tra coloro che hanno negli ultimi anni investito moltissime risorse verso un modello produttivo sempre più green c’è anche un colosso come Audi. Il gigante tedesco ha annunciato un lungo percorso che la casa automobilistica ha intrapreso verso la sostenibilità ambientale. Parola d’ordine: riciclo. Ecco come.

Audi, nuova svolta green: la decisione dell’azienda tra riciclo e innovazione

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Plastica riciclata sulla nuova Audi (Fuoristrada.it)

Uno dei punti chiave del nuovo corso della Audi e della nuova politica aziendale orientata verso un modello eco-friendly  è l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili nelle nuove vetture. Un esempio di questo è il SUV elettrico Q8 e-tron, un vero gioiellino.

La Audi ha infatti annunciato di avere utilizzato plastica da riciclo per le fibbie delle cinture di sicurezza nel suo nuovo modello. La cosa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con LyondellBasell, che grazie ad una attenta ricerca e ad un processo innovativo ha reso possibile l’utilizzo di una plastica derivata dal riciclo chimico dei rifiuti automotive non riparabili. Questi ultimi vengono separati dai materiali estranei, come le clip metalliche, e vengono poi sminuzzati e trasformati in olio di pirolisi. Tutti i materiali realizzati con questa sostanza, considerato un bio-greggio, hanno le stesse caratteristiche dei componenti fatti con la plastica originale. Questo materiale può essere poi ulteriormente riciclato.

Nel caso di Audi e della produzione del suo Suv, almeno il 70% del granulato destinato alla realizzazione delle cover delle fibbie delle cinture di sicurezza è costituito da olio di pirolisi.  E’ un primo grande, piccolo passo che potrebbe portare con un grande lavoro di ricerca ad utilizzare sempre di più materiali riciclati nella produzione delle vetture. Il colosso tedesco ha già annunciato di volere generare questo composto in quantità tale da non dovere più ricorrere a derivati del petrolio, riciclando interamente rifiuti automotive che altrimenti verrebbero inutilmente buttati.

Questo porterebbe a costi pressoché simili a quelli attuali (le spese richieste per lo smaltimento meccanico dei rifiuti è in linea con quanto richiesto per il loro riciclo) un enorme vantaggio dal punto di vista ambientale e una maggiore sostenibilità e minore inquinamento del processo produttivo. Per la gioia di chi, come Greta Thunberg, ogni giorno si batte in difesa dell’ambiente.