Cosa significa Volkswagen? La traduzione italiana riporta ai tempi del nazismo

Il Gruppo Volkswagen è una delle case automobilistiche più famose e ogni anno si contende con Toyota il record di vendite. Un marchio sempre più popolare, così come era nelle volontà di chi le ha dato questo nome: la sua traduzione in italiano ci porta indietro, fino alla Germania nazista.

Il logo di Volkswagen: la traduzione in italiano vuol dire 'auto del popolo'

Nomen omen sarebbe il caso di dire, anche se, nel corso dei decenni, il Gruppo Volkswagen ha completamente spostato il focus su auto di segmenti superiori. La sua storia è legata a filo doppio al periodo nazista e alle volontà di Adolf Hitler. Sulla base dell’esigenza di favorire l’accesso e la possibilità di acquisto di un’auto a tutto il popolo, poi avvertita in tanti altri paesi del mondo, nacque il marchio destinato ad avere un ruolo anche nella Seconda Guerra Mondiale.

Nel nuovo millennio il successo della VW fu dettato dall’introduzione di motori turbodiesel TDI con tecnologia iniettore-pompa, mentre nel 2001 furono lanciati i benzina FSI a iniezione diretta. Nel corso del tempo il Gruppo Volkswagen si è allargato con acquisizioni sempre maggiori. Da Seat ad Audi, passando per Lamborghini e Porsche. Per molti top brand l’inclusione ha rappresentato una svolta assoluta.

Sono sbarcate sul mercato tantissime auto costruite sullo stesso pianale. I SUV VW, come ad esempio il Touareg, sono imparentati in modo stretto a quelli Porsche ma anche ai modelli Audi. Con questa metodologia costruttiva si è allargata la gamma all’inverosimile, aprendo la possibilità a qualsiasi segmento. Una storia di successi con una brutta ombra nel 2015, con il cosiddetto Dieselgate.

Si è trattato di uno dei più grossi scandali nella storia dell’industria dell’automotive. Il brand che aveva dominato il mercato, toccando le vette mondiali, lo aveva fatto barando sui reali consumi delle vetture diesel. Le emissioni eccessive dei modelli diesel determinò un polverone mediatico che causò scossoni societari nei vertici e una nuova filosofia di brand.

Volkswagen, l’origine del nome

Il marchio Volkswagen nacque nel 1937 per volontà di Adolf Hitler, che affidò a Ferdinand Porsche la missione di creare vetture che rappresentassero i valori della popolazione germanica. La traduzione italiana di Volkswagen, infatti significa proprio auto del popolo: “volk” (popolo) e “wagen” (vettura).

Da quel momento il legame tra Volkswagen e periodo nazista fu molto stretto: la magnifica Typ 1 fu convertita in auto per l’Esercito. Furono create le Kübelwagen (cd. auto-tinozza), utilizzate come mezzo di trasporto leggero dagli ufficiali della Wehrmacht e la Schwimmwagen, un mezzo auto anfibia. Il lancio del Maggiolino Typ 1 rivoluzionò il concetto di auto nei decenni successivi.

Volkswagen oggi: l’elettrico e il futuro della casa automobilistica

Dopo il Dieselgate il brand ha cavalcato l’hype delle vetture elettriche, creando la piattaforma modulare specifica MEB. Sono state sviluppate le ID.3, ID.4 e ID.5, con tecnologia full electric. La più piccola delle ID fu lanciata con la convinzione di poter avere il medesimo impatto della Golf. Mai di più sbagliato a distanza di qualche anno dalla sua messa in produzione.

L'ingresso della sede principale della Volkswagen
Gruppo Volkswagen (Ansa) fuoristrada.it

La tecnologia elettrica in Germania viaggia a una velocità nettamente superiore all’Italia, ma stavolta il colosso VW sembra aver anticipato troppo i tempi. Le auto elettriche sono risultate proibitive per la fascia media e persino il comprato del potente paese teutonico è scivolato in una crisi economica, coinvolgendo il suo costruttore di punta. Il fondamento del Gruppo industriale di Wolfsburg, apprezzato in tutto il mondo per i suoi prodotti popolari di qualità, ha perso di vista l’obiettivo della transizione.

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