“È nelle fasi finali della sua vita”, dramma per una leggenda dei motori: piangono i tifosi

Momenti tragici per una leggenda del motorsport, potrebbe morire da un momento all’altro: tifosi distrutti

Sono ore delicatissime, probabilmente decisive, per un campione mai dimenticato del motorsport. Nonostante si sia ritirato ormai da tempo, l’affetto dei tifosi non è mai mancato nei suoi confronti, e anche per questo motivo in questi giorni drammatici sono in molti ad essere rimasti sconvolti. Ormai purtroppo non c’è nulla da fare. La sua vita è quasi giunta alla fine.

"È nelle fasi finali della sua vita", dramma per una leggenda dei motori: piangono i tifosi
Gobert – Fuoristrada.it

Purtroppo non c’è più speranza. In giorni frenetici e pieni di dolore, a confermare la notizia più tragica di tutte è stato il fratello di Anthony Gobert. L’ex pilota australiano, 48 anni compiuti lo scorso marzo, ha lottato nelle ultime settimane contro una grave malattia, ma in questo momento non ha più alcuna possibilità di riuscire a vincere la sua battaglia.

Lo ha reso noto con un post su Facebook Aaron, il suo amato fratello, condividendo gli aggiornamenti sulla salute dell’ex campione e, di fatto, preparando tutti i suoi tifosi alla notizia più tragica. Ormai probabilmente non è più questione di giorni, ma di ore.

Anthony Gobert, la malattia lo sta uccidendo: gli ultimi aggiornamenti

Non resta che pregare. I medici purtroppo non possono più fare nulla per cercare di aiutare Gobert, se non attraverso delle cure palliative utili a calmierare il suo dolore, ma non certo ad avvicinarlo a una guarigione sempre più improbabile.

Lo ha confermato il fratello Aaron, con parole che hanno sconvolto tutti i suoi tifosi: “Purtroppo Anthony è ricoverato in cure palliative, siamo alle battute finali della sua vita a causa della malattia. Vi aggiorneremo a tempo debito“.

Talento cristallino delle due ruote, Gobert, soprannominato dai suoi fan ‘Go Show’, ebbe una carriera probabilmente anche meno luminosa di quanto avrebbe potuto desiderare. A soli 19 anni riuscì a mettersi in mostra nel Mondiale Superbike, strappano la sua prima pole position a Philip Island, nell’ultimo appuntamento stagionale. Un risultato reso ancor più indimenticabile dal terzo posto ottenuto in Gara-1 e il successo in Gara-2.

Grande protagonista nel Mondiale delle derivate di serie negli anni successivi, pur senza mai riuscire a conquistare il titolo, nel 1997 accettò di passare nel Motomondiale, direttamente a bordo di una 500, e in particolare di una Suzuki Lucky Strike. Le cose purtroppo non andarono come sperato: sottoposto dalla casa giapponese a un test anti-doping, non riuscì a superarlo e venne licenziato.

Da quel momento la carriera del pilota australiano fu contrassegnata da alti e bassi. Provò a rilanciarsi nel campionato AMA, risultando però positivo a un test anti-droga. Si ripresentò in gara, grazie a una wild card, in Superbike a Laguna Seca, ottenendo un’insperata vittoria in Gara 1, ma non trovò più nessun team disposto a puntare su di lui per un progetto vincente e duraturo.

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