Monopattini shock, il crollo di un gigante: “non rispetta i requisiti”

Shock per i monopattini elettrici, un’azienda leader del settore finisce per perdere tutto. L’accusa non è per niente leggera… 

Non è un periodo facile per le aziende che hanno costruito monopattini elettrici o che li hanno offerti in sharing negli ultimi anni: in effetti sono molte le compagnie che, qui in Italia come all’estero, stanno iniziando a mostrare le prime lacune, a dichiarare addirittura bancarotta o a dover fare i conti con una realtà: ormai questo mercato non è più cosi semplice da cavalcare.

Helbitz monopattini elettrici
L’azienda ha ricevuto una brutta notizia… (Ansa) – Fuoristrada.it

Uno dei rischi più gravi che queste compagnie possano correre, ovviamente oltre al fallimento vero e proprio, è quello di subire un delisting, forse l’eventualità più temuta da queste compagnie che sono relativamente giovani sul duro mercato azionario del nostro tempo. Ad esempio, quello che è capitato a un’azienda incredibilmente famosa ed importante nel settore in questi giorni è realmente preoccupante.

Tra l’altro, alla Helbiz noi italiani siamo affezionati particolarmente già solo per il fatto che il suo fondatore, Salvatore Patella, è italiano ed ha aperto questa grande realtà in modo molto importante: nata infatti nel 2015, la Helbiz è stata una delle prime aziende a proporre monopattini elettrici sia in vendita che per i servizi di sharing negli USA e successivamente oltre oceano qui da noi.

Il rischio è concreto!

Quando un titolo azionario scambia sotto al valore di un Dollaro per un mese di fila il delisting ossia la rimozione di quel titolo stesso e delle sue azioni da una determinata piazza di scambio diventa una realtà concreta: lo sa bene la Micromobility.com, azienda ex Helbiz che secondo la stampa americana, da lunedì scorso, non è più quotata sull’importante indice NASDAQ che ha dovuto prendere provvedimento.

Helbitz che brutta notizia
Helbiz, un risveglio traumatico per l’azienda del settore (Ansa) – Fuoristrada.it

Questo problema era stato già registrato una settimana fa, prima delle feste natalizie e alla fine, gli economisti che gestiscono questo genere di situazioni non hanno avuto torto. L’azienda ci ha tenuto a sottolineare che il passaggio ad un commercio di tipo Over The Counter ossia in comunicazione diretta tra il compratore ed il venditore: “Non porterà nessuna conseguenza negativa alle attività”.

La casa tuttavia non fa sicuramente intendere di stare vivendo un bel momento, tutto sommato. Una simile eventualità era in ballo fin dal 2021 ed alla fine, gli sforzi di azionisti e personale dirigenziale non sono bastati per tenere le azioni del marchio sulla complessa e difficile realtà del NASDAQ. Vedremo a quali conseguenze dirette ma soprattutto indirette porterà l’accaduto.

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