Safety Tutor in autostrada: meglio evitarli e non beccare una multa salata

L’idea di trovare i Safety Tutor sul proprio percorso non piacerà a nessun automobilista. È bene sapere a cosa servano o come funzionino per poter evitare conseguenze spiacevoli.

Safety Tutor in un'autostrada italiana

Guidare con prudenza non è solo un avvertimento che molti automobilisti si sono ritrovati ad ascoltare, specialmente se dovevano affrontare un viaggio lungo.

Metterlo in atto risulta essere importante perché consente di non far correre pericoli a se stessi e agli altri, nonostante non siano da escludere piccole distrazioni.

Farlo implica la necessità di evitare di andare troppo veloce ed evitare così le multe previste, anche piuttosto salate, quando si superano i limiti imposti in un determinato tratto di strada.

Ormai da tempo non ci sono solo gli autovelox per sorprendere chi preme troppo il pedale dell’acceleratore, ma anche i Safety Tutor, nonostante siano presi in considerazione da poche persone.

Safety Tutor e Autovelox: le differenze

Individuare chi tende a superare il limite di velocità non può che essere importante, in modo tale che si verifichino meno pericoli sulle nostre strade.

Ormai da qualche tempo questa operazione non viene svolta esclusivamente con gli autovelox, ma anche con i Safety Tutor. I due svolgono due funzioni simili ma differenti:

  • L’Autovelox è in grado di rilevare la velocità istantanea di un veicolo. L’eventuale irregolarità viene riscontrata dall’autovelox, arancione o blu, nel momento stesso in cui questa viene commessa e il mezzo passa davanti alla fotocamera.
  • I Safety Tutor rilevano la velocità media da un tratto di entrata a un tratto di uscita, in un percorso lungo un certo quantitativo di chilometri. Registra la data e l’ora del passaggio del veicolo al tratto A e quindi al tratto B, in modo tale da calcolare la velocità media percorsa.
Attenzione ai Safety Tutor: questi dispositivi possono "incastrarvi", ecco come funzionano
Tutor (ANSA) – Fuoristrada.it

Le autostrade dove sono installate i Safety Tutor

Queste caratteristiche rendono i Safety Tutor perfetti per essere posizionati in autostrada, in modo particolare quelle maggiormente trafficate, ovvero l’ A4 (Serenissima), l’A1 (Milano-Napoli), l’A14 (Autostrada Adriatica) e l’A13 (Bologna-Padova).

Chi desidera essere informato in tempo reale sulla loro installazione può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o, in alternativa, il sito della Polizia di Stato, nella categoria Polizia Stradale, alla voce Tutor.

Il consiglio, per evitare di incrociare un Safety Tutor sul proprio percorso, è quello di non percorrere queste autostrade ma di utilizzare le strade extra-urbane, rispettando sempre i limiti imposti dal Codice della strada.

Quando scatta la multa: la soglia di tolleranza

In caso di superamento del limite di velocità, nel caso del Safety Tutor viene concesso, al pari dell’autovelox, una soglia di tolleranza che permette di non subire alcuna sanzione.

Questa è pari al 5% e comunque non inferiore alla soglia minima di 5 km/h. Nonostante questo, ci sono state sentenze in cui è stata annullata la multa anche in caso di 15%, ma si è trattato comunque di casi limite.

Come richiedere l’annullamento della sanzione

È necessario però che sussistano dei requisiti ben precisi per ottenere l’annullamento della sanzione. Si tratta di queste situazioni:

  • mancata segnaletica che avvisa della presenza del Tutor. Deve essere posta a una distanza che va da un minimo di 250 metri fino a un massimo di 4 km;
  • errori di lettura della targa del veicolo;
  • il verbale arriva a tre mesi  dall’accertamento dell’infrazione.

Il ricorso deve essere presentato al giudice di pace entro 30 giorni da quando è stata ricevuta la sanzione, che deve essere presentata al trasgressore entro 90 giorni da quello in cui l’infrazione è stata commessa.

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