Importare un’auto dall’estero conviene? Tutte le spese da affrontare

Il mondo automobilistico sta diventando sempre più globalizzato, ma conviene davvero importare un’auto dall’estero?

In questi anni sono tantissime le aziende di nome che si sono fatte largo nel mercato mondiale, dimostrando come tantissimi imprenditori siano stati in grado di dare vita a delle vetture di altissimo livello. Lo si vede infatti anche con una serie di aziende che si legano ad altre estere, importando così i loro modelli e in certi casi anche con nomi diversi.

Auto estero costi tempi tassse importazione
Conviene importare auto dall’estero? (Canva – fuoristrada.it)

Il caso più eclatante è quello che riguarda la Cina, tanto è vero che sono moltissimi i Gruppi che collaborano con l’Europa tramite delle aziende che in Patria non presentano lo stesso nome. Per questo motivo è normale come sempre più persone sia entrate a conoscenza delle novità di questa nazione e cercano di poterle acquistare.

I saloni dell’auto sono frequenti da tanti anni, ma grazie all’avvento di internet è possibile monitorare anche alcuni che fino a poco tempo fa non erano così noti. Oltre alla Cina non si può negare come gli Stati Uniti siano sempre nel cuore di molti italiani, soprattutto alcune macchine. Molti modelli sono legati però solo al mercato interno.

Questo non scoraggia tanti privati che sono così intenzionati a darsi battaglia per l’acquisto di alcuni modelli che non sono disponibili nelle concessionarie del Belpaese. Ecco perché si parla di importazione dall’estero, anche se i costi molto spesso sono proibitivi e si deve essere davvero molto convinti nel volere determinati veicoli prima di addentrarsi in questa operazione con vari ostacoli.

Importazione auto: attenzione ai vari passaggi

Se un’azienda ha deciso che un determinato modello non sarà venduta nella versione di serie in una nazione, allora servirà cercare una via secondaria per poterla acquistare. La prima cosa da fare è quella d recarsi all’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile per poter fare in modo che questo nuovo veicolo possa essere registrato nel Pubblico Registro Automobilistico.

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Importare auto dall’estero (Canva – fuoristrada.it)

Si deve tenere conto da quale Paese si sta importando, infatti se si tratta di una nazione UE, allora l’iscrizione avverrà nel PRA attraverso lo Sportello Telematico dell’Automobilista. Nel caso in cui invece non si dovesse scegliere una nazione europea, allora si dovrà andare alla motorizzazione e dare il via all’immatricolazione, avendo una carta di circolazione che permette di girare per 60 giorni fino a quando non ci sarà l’iscrizione al PRA.

Le caratteristiche che dovranno essere segnate nel momento in cui si effettua l’immatricolazione riguardano i chilometri percorsi. Infatti si deve specificare se è un’auto nuova o una che ha percorso meno di 6000 km, il che fa differenza nel caso in cui fosse usata con un chilometraggio superiore a esso. In questo caso infatti servirà anche presentare un’istanza unificata o una dichiarazione di vendita autentica.

I costi per poter immatricolare un’auto acquistata all’estero comportano un’IPT, Imposta Provinciale Trascrizione, che varia in base all’automobile in questione. A questi vanno però aggiunti i 27 Euro degli emolumenti ACI, i 32 Euro della imposta di bollo, i 10,20 Euro per i diritti DTT, Dipartimento Trasporti Terrestri, e infine un rilascio della targa, anche in questo caso soggetto a variazioni in base al veicolo, con questa operazione che può essere anticipata inserendo la targa italiana già quando la vettura si trova all’estero.

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