Ferrari, c’è una leggenda dietro la nuova auto: è l’uomo dei successi di Michael Schumacher

La Ferrari sta lavorando duramente sulla nuova vettura, che sarà svelata il 13 di febbraio. Ecco la leggenda che se ne sta occupando.

Manca poco più di un mese alla presentazione della nuova Ferrari, che come nome di progetto avrà il numero 676. Al momento, infatti, non è stato ancora rivelato il nome definitivo dell’auto, che come ha ammesso Enrico Cardile sarà del tutto nuova. Per cercare di recuperare sulla Red Bull, infatti, il progetto SF-23 non aveva sufficienti margini di sviluppo, ed era per questo necessario introdurre nuove idee.

Ferrari leggenda a lavoro
Ferrari con Carlos Sainz in azione (ANSA) – Fuoristrada.it

Visto com’è andata la scorsa stagione, è inutile farsi illusione. Sarà quasi impossibile per tutti recuperare sulla Red Bull, che dispone di un margine tecnico difficilmente colmabile su questa generazione di monoposto. La Ferrari ha però pensato ad una sorta di arma segreta, con uno degli artefici dei trionfi di Michael Schumacher che sta collaborando al nuovo progetto. Scopriamo di chi si tratta di preciso.

Ferrari, anche Rory Byrne lavora alla nuova vettura

In casa Ferrari c’è la necessità di azzeccare il progetto 676, e come riportato da “Motorsport.com“, c’è anche un volto storico dietro alla nuova monoposto. Stiamo parlando del grande Rory Byrne, artefice dei trionfi di Michael Schumacher, che assieme a Ross Brawn, Jean Todt e tanti altri fu uno dei punti fermi di quel team che faceva tremare il mondo.

Rory Byrne Ferrari che ritorno
Rory Byrne Ferrari nel 2005 (ANSA) – Fuoristrada.it

Byrne compirà 80 anni la prossima settimana, ma è coinvolto in prima persona in questa nuova vettura. L’ingegnere ha il ruolo di superconsulente e sta lavorando a stretto contatto con i tecnici, oltre a conoscere ogni singolo aspetto delle monoposto. In questi giorni, Byrne è tornato ad aggirarsi per i vari reparti della Gestione Sportiva, ed è un membro dello staff di Enrico Cardile, sotto la cui gestione sta nascendo il nuovo progetto del Cavallino.

Si tratta di uno di quegli ingegneri vecchio stile, dell’epoca di Adrian Newey, e c’è da dire che all’epoca dei trionfi della Ferrari, è stato uno dei pochi in grado di battere il geniale tecnico britannico, che in quel periodo era invischiato nella crisi della McLaren. Uno degli aspetti che Byrne può curare al meglio è quello del porpoising, visto che anche lui è un fine conoscitore dell’effetto suolo.

La prima monoposto disegnata dal tecnico sudafricano, per chi non lo ricordasse, fu la Toleman TG181 con motore Hart del 1981, vale a dire quella del penultimo anno del vecchio effetto suolo, poi bandito dopo la morte di Gilles Villeneuve della stagione seguente. Ovviamente, quello di Byrne non è lo stesso ruolo che ricopriva vent’anni fa, quando era lui stesso a disegnare le monoposto sotto la guida tecnica di Brawn.

Il nativo di Pretoria, tuttavia, dispone di un bagaglio di conoscenze enormi, che non possono non far comodo ad una squadra che deve ritrovare se stessa. L’aiuto di Byrne può essere decisivo, nella speranza che gli errori del passato siano stati compresi e che la Rossa possa tornare a fare la parte del leone. Tra meno di due mesi avremo la risposta.

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