Sembra un motoscafo o un UFO: la storia della bellissima Manta Ray Cabriolet

Direttamente dagli anni Cinquanta, ecco la storia della realizzazione del fantascientifico modello della Manta Ray Cabriolet!

Durante gli anni Quaranta e Cinquanta ci furono moltissimi progressi tecnologici, in particolare nell’industria automobilistica. La guerra e la cultura fantascientifica dell’epoca hanno sicuramente ispirato e plasmato moltissimi design di veicoli da guidare tutti i giorni. Vari modelli di automobili o di motociclette sono stati pensati a partire dalle forme di astronavi spaziali aliene oppure dai velocissimi jet militari.

Sembra un motoscafo o un UFO: la storia della bellissima Manta Ray Cabriolet
Auto che sembra un UFO – Fuoristrada.it

Proprio in questo periodo, nel 1952, è stata , ispirata agli UFO, alla fantascienza e ai viaggi spaziali: la Manta Ray Cabriolet. Il concept di questa auto è nato da un’idea dei progettisti di aerei del Nord America: Glenn Hire e Vernon Antoine, i quali avevano avuto l’idea di realizzare un veicolo dal design automobilistico ma simile ad un jet da combattimento. La base iniziale del modello è stato quello di un’auto Studebaker Commander cabriolet del 1951, sulla quale sono stati varie modifiche che hanno reso il nuovo design completamente spaziale!

Oltre alla carrozzeria dalle dimensioni maggiori rispetto ad una normale auto, che andava a coprire quasi completamente i pneumatici, una delle caratteristiche immediatamente riconoscibili del design dell’auto è, ovviamente, l’ogiva posta nella parte frontale dell’automobile, che richiama l’aspetto un jet, ma anche la parte finale di un missile spaziale. La forma conica è stato realizzato con legno e metallo, utilizzando un apposito stampo. Per quanto riguarda il motore, Hire e Antoine hanno mantenuto quello originale della Studebaker.

Manta Ray Cabriolet: dalle prime riviste all’ultima esposizione in California

Una volta conclusa, la Manta Ray Cabriolet è stata inizialmente presentata al grande pubblico di appassionati d’auto grazie alla pubblicazione di fotografie su diverse riviste automobilistiche nel 1953 e nel 1954. Successivamente i due progettisti hanno venduto il veicolo al costruttore e rivenditore di auto Robert “Bob” Yeakel, dal quale avevano ottenuto il permesso di perfezionare l’auto e di poter produrre e vendere in un numero limitato di modelli. In particolare, Hire e Antoine volevano sostituire il motore con uno V8, prodotto dall’azienda automobilista Cadillac.

Purtroppo, l’idea della produzione limitata non è stata mai messa in atto. L’unica cosa che è stata possibile è stata quella di far circolare l’auto su strada. Dopodiché, la Manta Ray Cabriolet è stata ceduta ad un rivenditore di auto usate del Kansas per poi finire chiusa nel garage del collezionista di modelli unici di auto, L.L. “Peanuts” Lacer. Solamente nel momento in cui il figlio di Lacer ha iniziato a vendere la collezione, composta di 120 auto, si è potuto rimettere in funzione la Manta Ray Cabriolet, la quale è stata successivamente restaurata dal nuovo proprietario ed è stata recentemente esposta al Pebble Beach Motorshow in California.

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