Corvette, l’hanno fatta anche “per famiglie”: la versione speciale della supercar americana

Nel 1968, la Corvette venne trasformata per soddisfare le famiglie e il cittadino medio: ecco tutte le sue particolarità.

Fin dalla sua primissima presentazione avvenuta nel 1953, il modello Corvette, creato e realizzato dalla casa automobilistica statunitense Chevrolet, non è mai stata commercializzato come un’automobile pratica, né tantomeno non è mai stato celebrato per il suo capiente spazio dedicato al bagagliaio. Tutto questo perché è ancora oggi, ovviamente, uno dei veicoli sportivi più iconici di sempre.

Corvette, l'hanno fatta anche "per famiglie": la versione speciale della supercar americana
Corvette – Fuoristrada.it

Nonostante questo, a partire dalla fine degli anni Sessanta, è emersa una tendenza particolare per quanto riguarda la Chevrolet Corvette. Si dovette, infatti, assecondare la nuova tendenza di un gruppo di appassionati che volevano aggiungere alle prestazioni sportive e alla velocità della Corvette, la praticità e funzionale di un bagagliaio abbastanza spazioso. Già nei modelli del periodo 1953-1962 erano presenti dei bagagliai abbastanza capienti che potevano essere utilizzati per riporre generi alimentari, bagagli ecc. Tuttavia,

Come detto precedentemente, però, alcuni automobilisti volevano necessariamente poter utilizzare la Corvette sia per sfrecciare ad altissima velocità e sia poter trasportare grandi bagagli come se fosse capiente quanto una station wagon. La soluzione non tardò ad arrivare, ma non venne trovata da uno dei progettisti della Chevrolet, ma da un semplice costruttore di auto personalizzate del Michigan.

La Chervolet Corvette si trasforma in una station wagon

Dunque, com’è stato possibile modificare una Chevrolet Corvette in una station wagon, modificandola comunque il meno possibile? Nel tentativo di poter rendere questa iconica auto sportiva abbastanza capiente da poter soddisfare anche le famiglie e il cittadino medio, il costruttore di veicoli personalizzati Chuck Miller riuscì a trovare l’espediente più giusto cambiando solamente un singolo elemento.

In particolare, Miller era stato capace di sviluppare e adattare la parte finale di una carrozzeria “a coda tronca”, in inglese “kammback”, che rendeva il bagagliaio dell’auto molto più capiente anche in altezza, trasformato così la Corvette da una coupé velocissima ad una spaziosa station wagon per due passeggeri. Miller iniziò a pubblicizzare e commercializzare il proprio kit kammback attraverso i cataloghi dedicati alle parti di ricambio anche delle Corvette e, di lì a poco, moltissimi altri automobilisti iniziarono a personalizzare l’aspetto e la funzione del loro veicolo.

A partire dalla fine degli anni Sessanta, dunque, l’automobile modificata con il kit kammaback progettato da Chuck Miller prese il nome di Corvette Sportwagon. Tuttavia, nonostante il design proposto da Miller fosse buono, lasciava un po’ a desiderare. In questo senso, infatti, la società americana di corse automobilistica Greenwood Corvettes, fondata dagli appassionati di auto e piloti professionisti Burt e John Greenwood, riuscì a migliorare di gran lunga il design originale di Miller, creando una versione più funzionale e esteticamente bella della parte posteriore “kammback”. Pertanto, i fratelli trasformarono la parte posteriore della Corvette in quella di una efficiente berlina.

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