Allarme per queste auto, sono facilissime da rubare: italiani allibiti, bisogna subito correre ai ripari

I furti d’auto sono sempre più frequenti e le nuove tecnologie li agevolano. Ecco come proteggersi e quali modelli sono a rischio.

Tutti amano la comodità di poter aprire e chiudere l’auto a distanza, senza  bisogno di infilare la chiave nella serratura come si fa invece per la porta di casa. Purtroppo però questo lusso ha un prezzo e a farlo emergere è stato l’Automobile Club Tedesco grazie ad una propria indagine sul tema.

Ladro auto. come difendersi
La tecnologia aiuta i ladri d’auto (Canva) -Fuoristrada

L’obiettivo era quello di capire quanto sicuri siano i sistemi digitali e se vi siano più contro che pro. Incredibilmente è emerso che vi sono moltissime problematiche, specialmente se il veicolo è di seconda mano.

Nello specifico sono stati analizzati: il metodo di connessione, la sua trasparenza e l’eventuale facilità ad interromperla.

Auto connesse, ecco cosa si rischia

Il primo modello valutato è la BMW i3, dotato di sistema connettivo MyBMW. Il vantaggio sta nel fatto che tutti i dati personali si possono cancellare via display centrale, si può cambiare utente tramite l’App e in caso di modifiche si riceve una mail d’avviso.

I deficit in questo caso riguardano l’assenza di informazioni relative al collegamento di uno smartphone in vettura e non si possono ripristinare le impostazioni di fabbrica.

Renault Megane e-Tech con la sua App My Renault garantisce la cancellazione degli account, mentre sullo schermo principale compaiono quelli attivi che si possono eliminare singolarmente. L’auto è fruibile pure senza Google e se si utilizza il profilo ospite, non si viene tracciati. Al contrario però, se avviene una disconnessione non vi è alcun avviso, mentre usando Google il proprietario precedente potrebbe accedere alle password. La configurazione è fuorviante e agevola la comunicazione di dati al colosso americano.

La regina delle elettriche Tesla, nello specifico la Model Y con App Tesla prevede che il proprietario abbia il controllo del mezzo e che non sia possibile collegare il cellulare di un altro a sua insaputa. E’ necessario l’accesso alla macchine per modificare l’utente primario e per l’autenticazione sono necessari vari passaggi.

Pure qui, tuttavia, ci sono dei disagi, ad esempio i tempi di elaborazione sono lunghi,  in più per il cambio utente deve essere presente il vecchio proprietario, che è altresì l’unico a poter compiere il reset completo. La prova di proprietà prevede diversi termini, mentre per le flotte aziendale, queste non possono adoperare l’app per un trasferimento.

Volkswagen ID.3, pro e contro sicurezza
Volkswagen ID.3 sotto la lente d’ingrandimento dell’ADAC (Volkswagen) -Fuoristrada.it

Terminiamo con la Volkswagen ID.3. Il suo WeConnect consente piena libertà per la modifica utente. Eventuali ritocchi vengono immediatamente comunicati via mail sia al venditore, sia all’acquirente, quindi con la vettura impostata in “modalità privata” tutte le connessioni sono bloccate e l’applicazione  è sempre riferita all’utente principale.

Di contro se uno smartphone è  collegato non si viene avvisati, il reset è laborioso, in caso di noleggio l’utente può essere facilmente cambiato e bastano dei dati finti per crearsi un profilo sulla app.

A fronte di queste limitazioni di privacy e sicurezza, l’ADAC si è appellata ai costruttori perché adottino provvedimenti più severi, come l’avvenuta cancellazione di account e collegamenti confermata per iscritto.

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