Ponte sullo Stretto, la notizia scatena il putiferio: è una vera e propria bufera

Il Ponte sullo Stretto di Messina continua a far discutere: l’ultima notizia ha scatenato un vero e proprio putiferio. Cosa sta succedendo

L’opera infrastrutturale più importante degli ultimi anni dovrebbe essere finalmente pronta per essere realizzata ma non mancano le polemiche relative ad alcuni aspetti finanziari di cui ha parlato recentemente il ministro Salvini.

Polemica sul ponte sullo stretto di Messina
Nuova bufera sul ponte sullo Stretto (Fuoristrada – Ansa)

Una storia lunga più di 50 anni quella del ponte sullo Stretto di Messina. Si perché per la prima volta, l’infrastruttura più importante del territorio italiano fu progettata nel 1968. La legge 384 stabiliva come Anas, Ferrovie dello Stato e il Consiglio nazionale delle ricerche avessero il compito di valutare se un ponte sullo Stretto di Messina fosse tecnicamente fattibile.

Tre anni più tardi, dopo una lunga valutazione il governo di Emilio Colombo decise di creare una società per la realizzazione dell’opera. Si arrivò così al 1981, quando Forlani diede vita alla “Stretto di Messina SPA“, iniziando a discutere sulla parte tecnica dell’opera (una o più campate).

Tra gli anni ’90 e i primi 2000 si proseguì con la presentazione di diversi progetti, senza però arrivare mai alla fase attuativa. Tutta la campagna elettorale del 2001 di Silvio Berlusconi fu incentrata sulle opere pubbliche e il ponte sullo Stretto doveva esserne il fiore all’occhiello. Nel 2005 ci fu anche un piano finanziario ben dettagliato realizzato dal consorzio Eurolink, guidato dalla società Salini-Impregilo, vincitore del bando per la realizzazione dell’opera.

Poi però nel 2008 il governo di Romano Prodi bloccò tutto per gli eccessivi dubbi sulla portata finanziaria dell’opera. A riprenderla fu lo stesso Berlusconi nel 2011, salvo poi interrompere ogni discorso con il sopraggiunto Esecutivo guidato da Mario Monti.

Ponte sullo Stretto di Messina, bufera su Salvini: il nodo sono gli stipendi dei supermanager

Del ponte sullo Stretto di Messina si è tornati a parlare con insistenza con la nuova legislatura di Giorgia Meloni, con la ferma intenzione di dare un piano attuativo all’infrastruttura più chiacchierata d’Italia. Nei prossimi mesi si ripartirà sostanzialmente  da quanto interrotto da Monti nel 2012, con la ricostruzione della società Stretto di Messina Spa (liquidata un decennio fa).

Clamoroso annuncio di Salvini sul ponte sullo Stretto
Scoppia la polemica sulle parole di Salvini (Fuoristrada – Ansa)

Secondo quanto riferito a più riprese dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, l’opera dovrebbe essere iniziata entro il 31 luglio 2024, mentre la fine dei lavori dovrebbe avvenire per il 2032.

Un piano ambizioso che nasconde però anche parecchie polemiche, proprio per quanto dichiarato dal leader della Lega recentemente. Salvini, infatti, ha toccato anche il tema degli stipendi dei supermanager che dovranno sovraintendere la realizzazione del ponte. A suo avviso va rimosso il tetto fissato a 240.000 euro, poiché come si legge da Repubblica, citando la norma in essere: “Non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 11, commi 6 e 7, e 19 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175”.

Queste decisioni non sono andate giù alla leader dei Dem, Elly Schlein, che ha definito senza mezze misure come “indecenti” le scelte di Salvini e colleghi.

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