La lussuosa auto “italiana” che non avete mai visto: ha fatto innamorare tutte le star

Conosciamo tante supercar ma ne sono state prodotte tante altre che non hanno il giusto seguito: questa vettura è meno nota dei soliti nomi ma rimane uno dei prodotti più incredibili del mondo automobilistico. 

Oggi farete la conoscenza con una supercar di razza, una di quelle che fanno girare tutti ai raduni anche se non si tratta di un modello particolarmente famoso al di fuori dall’ambiente dello zoccolo duro dei collezionisti. Senza mancare di rispetto alla cultura automobilistica di nessuno, è davvero difficile conoscere questa piccola gemma a partire dal marchio che lo ha messo in strada.

Stutz supercar
Ovviamente c’è l’Italia di mezzo (Canva) – Fuoristrada.it

Fondata nel 1911, la casa americana Stutz è stata una delle prime marche automobilistiche a produrre veicoli da corsa come la leggendaria Bearcat vincitrice di diverse gare nei primi anni del novecento. Il marchio affrontò un momento difficile fallendo una prima volta nel 1938 per tornare poi sul mercato nel 1968 e chiudere definitivamente i battenti nel 1995 senza più riaprire fino ad oggi.

Tra le automobili vendute dal marchio, una su tutte è rimasta nella storia: si tratta della Stutz Blackhawk del 1971 che pur se costruita in pochi esemplari è finita nelle mani di leggende come Elvis Presley e Dean Martin diventando quindi l’auto dei VIP nell’immaginario comune dell’epoca. Ma come è nato il modello e perchè ha un legame privilegiato con il nostro paese?

Blackhawk versione tricolore

Caratterizzata da una linea decisamente vistosa che non passava certo inosservata la Blackhawk – alla lettera falco nero – era stata disegnata proprio in Italia dall’atelier tricolore Ghia che aveva infuso tutta la sua abilità nel design di automobili di lusso nel veicolo. Sotto il cofano, l’acquirente poteva scegliere un enorme varietà di motori V8 di diversa cilindrata e stazza.

Stutz blackhwak
Sono state prodotte poche centinaia di Blackhawk nel corso degli anni sessanta (YouTube) – Fuoristrada.it

La dotazione di bordo era ricchissima ed includeva sedili in pelle pregiata, interni in legname come sequoia ed acero e addirittura dettagli in oro a 24 carati oltre ad una grande quantità di optional, cosa che faceva levitare il prezzo della vettura a 22.500 Dollari del tempo paragonabili suppergiù a 142.000 odierni. Ad oggi, gli appena 600 esemplari prodotti fino al 1987 valgono almeno il doppio di questa cifra.

Della vettura venne realizzata anche una versione decappottabile ancora più costosa assemblata totalmente nel nostro paese a riprova del grande legame tra il marchio ed il bel paese. Ci piace immaginare sognando ad occhi aperti che un domani proprio nel nostro paese potrebbe rinascere questo brand. Del resto, quello delle auto di lusso è un settore che non va mai in crisi.

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