Al diavolo l’inquinamento: qui si producono solo auto che sembrano uscite dagli anni ‘90

Non sortiscono alcun effetto i diktat mondiali di ridurre le emissioni. Anzi, si rincara la dose di inquinamento e si risparmia in sicurezza

Lo conosciamo tutti come “airbag”, ma ci piace più la definizione di “cuscino salvavita”. Uno strumento prezioso all’interno delle nostre auto, che ha salvato milioni di vite da quando è stato introdotto. Eppure, oggi assistiamo a una decisione clamorosa: la sua scomparsa. E non è l’unica clamorosa novità. Evidentemente, del riscaldamento globale non importa più a nessuno.

Produzione auto (web source) 4.11.2022 fuoristrada
Una linea di produzione auto (web source)

L’airbag è un dispositivo di sicurezza passivo installato all’interno del volante, della plancia, dei sedili o del padiglione di un’automobile per proteggere i passeggeri dagli urti in caso di incidente stradale. L’invenzione dell’airbag è datata 1952 a cura di John W. Hetrick che depositò il brevetto negli Stati Uniti l’anno successivo. La prima automobile italiana dotata di airbag fu la show car Sinthesis 2000, realizzata da Peter Giacobbi e Tom Tjaarda nel 1971, su meccanica Lancia Flavia.

Insieme alle cinture di sicurezza, negli anni è diventato uno dei punti qualificanti di ogni autovettura sotto il punto di vista della sicurezza e si è diffuso man mano anche sui veicoli di minor cilindrata, in particolare sulle utilitarie. Sulle automobili è costituito da un pallone che, al momento di un violento urto della vettura, si gonfia con una piccola esplosione, data da una reazione chimica o dal rilascio istantaneo di gas compresso.

Il pallone gonfio che evita che la testa e altre parti vitali degli occupanti colpiscano elementi contundenti dell’abitacolo. L’airbag può essere usato una sola volta e, dopo il primo urto, deve essere sostituito. Ora, però, qualcuno lo eliminerà. Un vero e proprio suicidio!

In realtà non si tratta dell’unica cosa che scomparirà da determinate auto. Insieme all’airbag, infatti, non vi sarà più nemmeno l’ABS, sistema di assistenza alla frenata, letteralmente sistema di anti – bloccaggio. La sua funzione principale è, infatti, quella di evitare che le ruote si blocchino quando la frenatura avviene su terreni scivolosi o in maniera repentina.

Le conseguenze della guerra

Tutto frutto della guerra che sta dilaniando l’Ucraina e l’Europa, scatenata ormai lo scorso 24 febbraio dalla Russia di Vladimir Putin. E, infatti, riguarda proprio la Russia la decisione clamorosa. Deciso l’allentamento degli standard per la produzione di veicoli sul suo territorio, consentendo la produzione di auto senza ABS o airbag, a causa della carenza di componenti elettronici e pezzi di ricambio a causa delle sanzioni occidentali. La decisione è ufficiale dopo che il Governo russo ha promulgato un decreto, stabilendo un elenco di standard ridotti per poter certificare i nuovi veicoli prodotti nel Paese.

Tra questi nuovi standard, il governo autorizza i produttori a non dotare i veicoli di sensori ABS o airbag, e nemmeno di pretensionatori delle cinture di sicurezza. La Russia, secondo lo stesso decreto, riduce notevolmente anche gli standard ambientali. Si torna, sostanzialmente, agli anni antecedenti alla caduta del Muro di Berlino, con un livello equivalente ai veicoli prodotti nel 1988. A seguito dell’offensiva russa in Ucraina, i Paesi occidentali hanno imposto pesanti sanzioni al settore automobilistico russo, vietando in particolare l’esportazione di pezzi di ricambio in Russia.

Lada Granta (web source) 4.11.2022 fuoristrada
Lada Granta (web source)

Le vendite di auto sono crollate di oltre l’80%. Diverse grandi aziende hanno lasciato quel Paese e si è ricominciato a produrre le mitiche (ma superate) Lada. La nuova Lada Granta Classic è disponibile in Russia ad un prezzo di 761 mila rubli (circa 13 mila euro). Sotto al cofano, la nuova Lada Granta in versione Classic, infatti, monta un motore quattro cilindri 1.6 litri in grado di erogare una potenza massima di 90 CV. Un mezzo che rispetta gli standard delle emissioni. Sì, ma quelli del 1996.