Pirelli e Abet: la tecnologia Cyber Tyre per veicoli di soccorso in condizioni estreme

Nei minuti che seguono una scossa, quando la polvere è ancora sospesa e ogni passo può costare caro, l’idea di un mezzo che avanza al posto nostro sembra quasi fantascienza. Oggi non più: una gomma che “sente” il terreno e parla al veicolo potrebbe diventare la prima alleata del soccorso.

Pirelli e il gruppo piemontese Abet uniscono gli sforzi su un fronte concreto: veicoli elettrici a guida remota pensati per muoversi dove l’uomo non può, dal groviglio delle macerie ai campi di battaglia. L’intesa rientra nelle attività soggette a Golden Power, previste dal decreto legge 21/2012, perché tocca sicurezza e difesa. Una cornice formale che dice già molto sulla posta in gioco.

Il cuore tecnologico è la piattaforma Cyber Tyre. Non è la solita gomma: integra sensori e componenti ottici capaci di leggere in tempo reale il contatto con il suolo, l’aderenza, le vibrazioni. Dati che viaggiano al veicolo e alla centrale di controllo per aggiustare istantaneamente la marcia. Più trazione dove serve, meno slittamenti, decisioni più rapide. È qui che il racconto cambia: la ruota smette di essere “solo” meccanica e diventa interfaccia col mondo esterno.

Quando lo pneumatico diventa un sensore

Nelle operazioni in condizioni estreme, la differenza la fanno i dettagli. Un gradino instabile, un cratere di fango, un pezzo di lamiera: errori che, a mano, capitano. Un UGV con Cyber Tyre invece capisce prima, corregge, riparte. Pirelli affiancherà al sistema anche un pneumatico dedicato con tecnologie proprietarie Run Forward, sviluppate per adattarsi a superfici irregolari e continuare a operare anche dopo urti o perdite di pressione entro limiti dichiarati dal costruttore. Non ci sono numeri ufficiali sui profili prestazionali, ma l’obiettivo è chiaro: aumentare finestra operativa e continuità di missione.

La collaborazione si spinge oltre la gomma. Pirelli e Abet lavoreranno su modelli avanzati di AI e Machine Learning per fondere i dati del veicolo con quelli del Cyber Tyre (sensori e telecamere a bordo). Tradotto: mappe di aderenza aggiornate al secondo, avvisi predittivi su cedimenti o ostacoli, strategie di guida che imparano terreno dopo terreno. In un settore dove ogni minuto conta, togliere incertezza è già salvare tempo.

Dalla teoria al campo

Immaginate un UGV compatto, essenziale, che si infila tra corridoi di macerie dopo un terremoto. Oppure un mezzo che pattina ai margini di un incendio, per portare acqua o strumenti dove è troppo caldo per restare. O ancora, missioni in aree potenzialmente radioattive o inquinate. In tutti questi scenari, togliere persone dal pericolo e mandare avanti mezzi “sensibili” ha un valore immediato. È la stessa direttrice sottolineata da Abet: affidabilità del pneumatico e qualità del dato moltiplicano la sicurezza d’impiego.

Il progetto si inserisce in una traiettoria già tracciata: nelle ultime stagioni Pirelli ha attivato partnership su Cyber Tyre con realtà come Bosch, Movyon, Regione Puglia, Univrses e Ridesense. Segno che il tassello non è isolato, ma parte di una piattaforma in costruzione.

Alla fine, resta un’immagine: una ruota che “ascolta” il terreno e un operatore che, a chilometri di distanza, sente un po’ meno il peso della scelta. Se saranno le gomme a insegnarci nuovi modi di aiutare chi è in difficoltà, siamo pronti a lasciarci guidare?