Di notte, a Riyadh, la città brilla come un cruscotto acceso. E nel garage più fotografato del calcio mondiale entra un nuovo battito: un fuoristrada aperto al cielo, dipinto dei colori di una squadra che è più di una maglia, è un presente che abbraccia un destino.
C’è chi colleziona vinili e chi, come Cristiano Ronaldo, colleziona icone su ruote. L’ultima voce rimbalza tra social e testate auto: una rarissima Mercedes‑AMG G63 Cabriolet con livrea ispirata all’Al‑Nassr. Si parla di un progetto su misura, cucito come un abito, con dettagli artigianali, verniciature a contrasto e interni dedicati. La scena, in fondo, è facile da immaginare: V8 che borbotta, tetto giù, deserto all’orizzonte, telefono che registra.
Non è la solita G‑Class. L’idea della G cabrio è un cult: Mercedes ne ha prodotte pochissime di serie fino al 2013, poi il tema è rimasto nelle mani di carrozzieri e atelier privati. E ogni esemplare diventa racconto personale, quasi un taccuino di viaggio. Qui, i riferimenti al club di Riyadh non sono un adesivo: sono un manifesto di appartenenza.
Perché questa G cabrio fa rumore
Di base c’è la AMG G63: motore 4.0 V8 biturbo, circa 585 CV e coppia poderosa (fino a 850 Nm nelle versioni più recenti). Accelera forte, frena meglio, sembra un blocco di granito ma scatta come una supercar. Una conversione cabrio richiede rinforzi strutturali, pellami dedicati, capote speciale, elettronica riallineata: è lavoro da orologiai. Non stupisce, quindi, che il prezzo schizzi. Per dare un ordine di grandezza: una G63 nuova può sfiorare i 200‑230 mila euro in Europa; l’artigianato serio raddoppia o triplica. La spettacolare Maybach G 650 Landaulet (2017) prodotta in 99 unità superava i 600 mila euro. L’AMG One va oltre i 2,5 milioni. La scala, insomma, è nota: quando la tecnica incontra il lusso, le cifre si accendono.
E qui arriva il punto: “la Mercedes più costosa di sempre”. È davvero così? Dipende. Se guardiamo all’intero universo Mercedes, il primato assoluto appartiene alla 300 SLR Uhlenhaut Coupé battuta all’asta per oltre cento milioni di euro: un’altra galassia. Se invece parliamo di un pezzo unico su base G‑Class, con livrea dedicata e lavorazioni couture, che il conto finale sfiori o superi il milione è plausibile. Ma, allo stato, non ci sono numeri ufficiali comunicati né da Mercedes né dal giocatore: ogni cifra che circola è una stima.
Prezzo, rarità e i fatti che sappiamo
Cosa è verificabile? Che la G‑Class Cabriolet oggi esiste solo attraverso progetti artigianali e serie ultra‑limitate. Che il V8 AMG garantisce prestazioni reali da “grande turismo” travestito da cubo. Che personalizzazioni profonde (vernici a campione, ricami, fibra a vista, impianti hi‑fi su misura) spingono il valore ben oltre i listini. E che Ronaldo non è nuovo a oggetti “one‑off”: il suo garage è già un atlante di desideri, tra hypercar e SUV da passerella.
Quello che non è confermato è il costo preciso dell’esemplare in questione e il numero di unità simili prodotte. Il racconto resta credibile, l’etichetta “più costosa di sempre” molto probabilmente è iperbole. Ma, a volte, l’essenza non sta nella fattura: sta nel gesto. Scegliere una G aperta al cielo, dipinta nei colori di casa, significa portarsi dietro un pezzo di campo anche quando il fischio finale è già passato.
Alla fine, che differenza fa tra prezzo e valore quando abbassi la capote in una sera calda e il V8 canta? Forse la domanda vera è un’altra: se potessi costruirti l’auto che ti somiglia, che cosa avresti il coraggio di raccontare, a te stesso, ogni volta che giri la chiave?





