Crisi Fiat in Italia, ecco l’auto che puà risolvere tutto

La Fiat in Italia è in un momento complesso per ciò che riguarda la produzione, ma ora emerge un’auto che può cambiare tutto.

Il marchio Fiat è entrato in un 2024 fondamentale per il proprio futuro, nel quale prestare molta attenzione e da cui interpretare i risultati nel migliore dei modi. La casa di Torino ha appena svelato la citycar Pandina, l’erede della Panda che da 12 anni è la regina assoluta delle vendite, e che presto affiderà il proprio nome originale ad un SUV di Segmento B, che verrà svelato il prossimo 11 di luglio, e che nascerà come auto full electric.

Leapmotor T03 salva la Fiat
Fiat modello pazzesco – Fuoristrada.it

La Fiat ha le idee chiare sul futuro, ed una delle poche certezze è che la produzione, d’ora in avanti, potrebbe essere sempre meno localizzata in Italia. Per questo, un nuovo accordo fatto tra Stellantis ed una casa cinese può essere fondamentale per il nostro paese, anche se a guardarla non crederete ai vostri occhi. A questo punto, cerchiamo di capire cosa sta accadendo di preciso.

Fiat, ecco la vettura che può salvare la situazione

Il gruppo Stellantis, del quale la Fiat fa parte, ha stretto una partnership con una rivale cinese, che ora, ovviamente, è diventata un’alleata. Il risultato è la Leapmotor T03, vettura che potrebbe salvare il salvabile e guidare il rilancio della produzione italiana. Secondo quanto riportato da “RAI News“, questa vettura potrebbe anche essere utilizzata come base per la nuova Panda, che arriverà il prossimo 11 di luglio, che in base ad informazioni precedenti, dovrebbe invece basarsi sulla Citroen E-C3.

Leapmotor T03 salva la Fiat
Leapmotor T03 in mostra (Leapmotor) – Fuoristrada.it

Di certo, pur essendo una vettura fondamentalmente cinese e che con l’Italia non ha niente a che fare, la Leapmotor T03 potrebbe salvare un pezzo di storia della Fiat, ed anche del mondo italiano delle quattro ruote. Infatti, potrebbe essere prodotta in esclusiva per l’Europa a Mirafiori, con l’obiettivo di produrre la bellezza di 150 mila auto a partire dal 2026. Come ben noto, il sito di produzione che si trova alle porte di Torino è in crisi nera, con centinaia di dipendenti finiti in cassa integrazione.

Massimo Bardissone, CEO della MEC di Torino, ha così commentato la notizia: “La mobilità sta cambiando, tutto il mondo cinese sta arrivando. Ecco per quale motivo per noi la risposta più giusta è conoscere, conoscere chi arriva e capire se noi come territorio piemontese possiamo fare qualcosa“. Quella guidata da Bardissone è una nota società di consulenza, che si è occupata di portare a Torino il primo esemplare della Leapmotor T03, che è stata esposta in forma ufficiale allo workshop sulla micromobilità elettrica, organizzato appunto dalla MEC.

Vedremo se questo piccolo gioiello ad emissioni zero riuscirà a raggiungere il suo scopo, in un momento che, in ogni caso, non è di certo semplice per il mondo delle quattro ruote. Tutto sta cambiando e le case cinesi ed asiatiche stanno facendo passi avanti enormi, nel tentativo di arrivare in Europa e sbaragliare la concorrenza. Questo modello può seriamente salvare la produzione italiana, pur proveniendo dall’estero e da molto lontano.

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