Un progetto anglo-giapponese cresce lontano dai riflettori e prepara una svolta per il 2026. Tra giovani, simulatori e metodo, c’è un’idea chiara su dove arrivare.
La Formula 1 è un ambiente in costante evoluzione, soprattutto quando due realtà con culture tecniche diverse si uniscono per un obiettivo comune. Da una parte, abbiamo una filosofia che predilige il miglioramento continuo e il lavoro metodico e silenzioso; dall’altra, un team alla ricerca di struttura, metodo e un significativo salto di qualità. Questo ponte tra Europa e Giappone, sebbene non immediatamente evidente nei risultati di gara, si manifesta attraverso l’uso di simulatori, programmi di sviluppo per giovani talenti e scelte strategiche che parlano più di qualsiasi slogan.
Il passato di Toyota nella Formula 1, tra il 2002 e il 2009, è stato caratterizzato da ingenti investimenti senza conseguire vittorie significative. Oggi, l’approccio dell’azienda è radicalmente cambiato, focalizzandosi su passi più misurati, rischi calcolati e mettendo le persone al centro della propria filosofia, sintetizzata nel mantra “People, Product, Pipeline”.
Una parte delle risorse precedentemente destinate al WEC viene ora investita in un progetto con ambizioni diverse, sebbene i dettagli finanziari rimangano non pubblici. L’obiettivo non è fare un ritorno scenografico ma garantire una presenza costante e in crescita nel mondo della Formula 1, come sottolineato dalle dichiarazioni pubbliche di Akio Toyoda, che enfatizzano l’importanza dell’apprendistato, dell’attenzione ai dettagli e dello sviluppo del talento sul campo.
La collaborazione con Haas
Il fulcro di questa nuova strategia è la collaborazione con Haas. A partire dal 2026, la squadra sarà conosciuta come TGR Haas F1 Team, grazie a una partnership che va oltre la semplice consulenza tecnica. Nonostante la mancanza di documenti ufficiali FIA che confermino questa nuova denominazione, le intenzioni sono chiare: Toyota Gazoo Racing si impegna a investire in competenze, strumenti e percorsi di crescita condivisi, segnando un passo importante verso un futuro di successo condiviso.
Il TGR Haas Driver Development Program rappresenta un pilastro fondamentale di questa partnership, evolvendo dal precedente TPC 2025. Attraverso sessioni private in circuiti prestigiosi come Silverstone e Imola, piloti giapponesi del calibro di Hirakawa e Kobayashi hanno già avuto l’opportunità di testare le vetture e affinare i loro processi. Sebbene i dettagli specifici dei chilometraggi rimangano confidenziali, l’obiettivo è chiaro: creare una routine e ottenere feedback misurabili che contribuiscano alla crescita dei talenti coinvolti.
Parallelamente, Haas sta implementando un nuovo simulatore a Banbury, che diventerà operativo dal 2026. Questo progetto, frutto della collaborazione con Toyota, permetterà di affinare setup, procedure di gara e interfacce pilota, dimostrando l’efficacia dell’integrazione tra l’ingegneria giapponese e le esigenze di una squadra di Formula 1 agile e competitiva.
L’attesa cresce per la presentazione della nuova monoposto 2026 del TGR Haas F1 Team, prevista online il 23 gennaio, prima dei test invernali a Montmeló e Bahrain. Questo evento segnerà un momento cruciale per la partnership, offrendo un’anticipazione di ciò che il futuro potrebbe riservare.
Dietro le quinte, questo progetto rappresenta un cambio di mentalità significativo: dal voler costruire tutto rapidamente e vincere subito, si passa a un approccio più riflessivo, che privilegia l’apprendimento, l’integrazione e, infine, il rilancio.
In Formula 1, dove gli ego vengono spesso puniti e i sistemi ben organizzati premiati, questa strategia di crescita lenta ma coerente potrebbe rivelarsi la chiave del successo. Rimane la curiosità su quanto tempo sarà necessario affinché questo progetto emerga dal silenzio e inizi a far parlare di sé attraverso risultati tangibili sul circuito.





