La crisi che ha investito il gruppo Stellantis porta anche a fare scelte molto forti, tra cui quella di cancellare un programma su cui erano pronti pesanti investimenti. Ecco cosa è stato deciso dai vertici.
Sono tempi duri in casa Stellantis, colosso del settore automotive da tempo investito da una grave crisi di vendite e popolarità. I primi sette mesi del 2025 hanno mostrato un calo dell’8,1% delle immatricolazioni in Europa occidentale, ed anche in Italia la situazione si è fatta sempre più delicata. Si rischia di chiudere il 2025 con meno di 400.000 veicoli prodotti, tutto a discapito degli impianti nostrani e dei posti di lavoro.
A Termoli è stato firmato un contratto di solidarietà per quasi 2.000 dipendenti, e la stessa cosa accadrà anche a Pomigliano d’Arco, per la bellezza di 3.750 occupati. La crisi sta portando Stellantis a prendere delle decisioni forti, e proprio in questi ultimi giorni, si è scelto di rinunciare ad un programma che era ad un passo dalla commercializzazione. Andiamo a scoprire il motivo del passo indietro del gruppo su uno degli argomenti più caldi del mercato automobilistico odierno.
Stellantis, bloccato il programma di guida autonoma
Secondo quanto reso noto dall’agenzia “Reuters“, una fonte più che affidabile, Stellantis avrebbe fermato il programma di sviluppo AutoDrive, per raggiungere il Livello 3 di guida autonoma. In questo caso, il veicolo non avrebbe bisogno dell’aiuto o dell’attenzione del conducente durante alcune manovre, ma il programma è stato sospeso. La scelta è legata ad una questione di costi, analizzati nel dettaglio prima di procedere ad una simile decisione. Inoltre, ci sarebbero anche delle difficoltà tecnologie alla base della decisione, oltre che la previsione sui desideri dei clienti. Il gruppo, nel mese di febbraio, aveva fatto sapere che la tecnologia era pronta per una distribuzione di massa, ma non è mai stata introdotta sui modelli di serie.

Un portavoce di Stellantis ha così dichiarato: “Per i sistemi di assistenza alla guida di Livello 3 c’è una domanda di mercato ancora molto ridotta, ed è per questo che non sono stati lanciati. La tecnologia è comunque disponibile ed è pronta per essere implementata“. In base al parere degli analisti, software di assistenza di questo tipo sono ancora un investimento ad alto rischio, dal momento che conducono a dei costi iniziali molto elevati. Inoltre, non c’è la certezza che i clienti decidano di puntare su queste soluzioni, con il serio rischio che si rivelino degli investimenti a vuoto.