Le auto di ultima generazione sono sempre più care. Scopriamo i motivi e quanto si è allargata la forbice nell’ultimo quinquennio.
Gli stipendi degli italiani sono fermi. Negli ultimi 30 anni, dal 1991 al 2022, sono cresciuti solo dell’1%, a fronte del 32,5% in media nell’area Ocse. Un dato che sancisce il fallimento della contrattazione collettiva ed è legato alla bassa produttività, cresciuta però più delle retribuzioni. Il risultato è la continua caduta della quota dei salari sul PIL, a fronte della crescita del peso dei profitti (40% contro 60% rispettivamente). L’inflazione ha raggiunto picchi dell’8,1% nel 2022 e del 5,7% nel 2023. Le cose non sono affatto migliorate nell’ultimo periodo.
Da questi dati ne consegue che il potere d’ acquisto è diminuito mentre le auto di ultima generazione sono sempre più care. Un confronto pratico tra modelli, negli ultimi cinque anni, darà una chiara rappresentazione dei rincari. Partiamo dal gruppo Stellantis: Lancia Ypsilon ad esempio, la nuova è molto più grande (24 cm di lunghezza in più), ricca e scattante, ma nel 2020, con la vecchia, si partiva da 14.600 euro, adesso, per la “base” servono 24.900 euro.
La FIAT Panda è passata da 12.550 euro nel 2020 a 15.900 euro nel 2025. Hyundai i10 1.0 da 13.800 euro nel 2020 a 18.100 euro nel 2025. Naturalmente per tutti i suddetti modelli sono migliorati i dispositivi di sicurezza di serie e non solo negli anni, ma questi rincari sono realmente giustificati? E’ possibile spaziando tra le Case costruttrici portare all’ attenzione altri modelli e altri rincari: Kia Picanto in cinque anni è aumentata di ben 5.000 euro. Dacia Sandero da 10.100 euro a 16.050 euro.
La lista è lunga e i rincari notevoli: Peugeot 208 1.2 PureTech da 16.450 euro a 20.470 euro. Renault Clio da 16.250 euro a 19.000 euro; Ford Puma da 23.250 euro a 27.650 euro. Le auto elettriche in controtendenza sono meno care che nel 2020, pur essendo migliorate (anche nell’autonomia). Ma questa tendenza durerà? La Ue ha imposto dazi sulle auto a batteria fatte in Cina: il 7,8% per le Tesla, il 17% per le BYD, il 18,8% per le Volvo e le Smart e il 35,3% per le MG. Chi paga alla fine questi rincari? Il fruitore è sempre colui che deve affrontare le spese ed in un momento di crisi economica, i rincari, hanno effetti anche sul mercato dell’usato. La situazione generale per gli italiani si è fatta drammatica.
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