Il gruppo Stellantis ha scelto di modificare radicalmente il proprio rapporto con in concessionari, e da ora in avanti commercializzerà le auto in modo più tradizionale. Scopriamo quali sono i passi indietro fatti dall’azienda.
In casa Stellantis sono in corso valutazioni sul dà farsi, a seguito della grave crisi di risultati che si è fatta largo nel corso degli ultimi anni. Jean-Philippe Imparato ha fatto sapere che è in fase di valutazione un nuovo Piano Italia, che presenterà diverse modifiche rispetto a quello svelato tempo fa dal presidente John Elkann. Prima di tutto, si tenterà di riportare a volumi di vendita accettabili la Maserati, sicuramente il brand più in crisi del gruppo.
Inoltre, Stellantis ha intenzione di allentare la presa sull’elettrico e riaprire ai motori termici, che sicuramente garantiscono maggiori risultati nell’immediato. Inoltre, è in programma un ritorno al passato anche per quello che riguarda la vendita delle vetture. Era il 2022 quando l’obiettivo annunciato era quello di abbracciare, in tutta Europa, il modello d’agenzia per la vendita dei veicoli, in cui i concessionari diventano dei veri e propri agenti, che prendono una percentuale fissa mentre le auto vengono vendute dal costruttore. Tuttavia, le cose torneranno presto come erano in passato.
Secondo quanto emerso, John Elkann e soci faranno marcia indietro rispetto al modello d’agenzia, in modo da riportare la vendita delle auto di Stellantis ad un progetto più tradizionale. La conferma è arrivata dal responsabile del gruppo per l’Europa, Jean-Philippe Imparato, in occasione dell’Automotive Dealer Day. Il manager ha fatto sapere che le reti di vendita resteranno ai concessionari in quasi tutti i paesi d’Europa, come anche in Italia. Le eccezioni saranno Austria, Belgio, Olanda e Lussemburgo, dove il passaggio a questo nuovo modello di vendita era già stato avviato.
Ma a chi era venuta l’idea di vendere le auto in questa maniera? A puntare su questo modello è stato l’ex CEO Carlos Tavares, che nel mese di dicembre ha rassegnato le proprie dimissioni. L’obiettivo era quello di aumentare i margini di guadagno al fine di sostenere gli investimenti sul mercato dell’elettrico, ma la singola casa automobilistica risultava essere più esposta a livello finanziario. Stellantis si è resa conto che questa formula poteva portare a rischi maggiori in caso di crisi e fluttuazioni del mercato, ed è per questo che ha scelto di tornare indietro.
Dacia sta lavorando su una citycar elettrica economica e pratica, pensata per la vita quotidiana.…
La corsa al risparmio nei distributori di carburante italiani causa esaurimenti frequenti. Non è una…
I profili in alluminio sono sempre più centrali nello sviluppo dei veicoli fuoristrada, grazie alla…
Bisogna sempre farsi trovare pronti per avviare direttamente un'auto a GPL, soprattutto in certi casi…
La Casa di Borgo Panigale non finisce di stupire e ha lanciato una crossover per…
Stellantis trasforma la fabbrica di Poissy in un centro per il ricondizionamento e riciclo di…