Una supercar alta da terra che sussurra in elettrico tra i vicoli e, un attimo dopo, urla la sua indole con un graffio di titanio. La nuova Lamborghini Urus SE Performante nasce per spostare l’asticella: non solo prestazioni, ma una promessa di sensazioni forti, quelle che ti restano addosso anche a motore spento.
La vedi e capisci subito che non vuole passare inosservata. Il cofano scolpisce un power dome centrale che cattura la luce. Le prese d’aria anteriori, più ampie, anticipano cosa succede sotto. In coda, l’ala lavora con lo spoiler più alto: il flusso è pulito, l’effetto scenico è dichiarato. Dentro, l’atmosfera è da cabina di comando. La nuova pulsantiera “aereo” sotto il clima ti fa scegliere marcia, modalità e gestione energia con uno scatto meccanico che dà dipendenza. Se vuoi osare, c’è anche la modalità Rally.
Sullo schermo centrale da 12,3 pollici, la grafica riprende quella della Revuelto. Le pagine di telemetria sono dettagliate ma chiare. In giro per la città, tocchi i comandi e pensi che qui tutto parli di velocità, anche quando stai andando piano.
La Urus SE Performante ha nuovi cerchi da 23 pollici con disegno a Y incrociate. I passaruota, come minigonne, tetto e diffusore, puntano alla fibra di carbonio per alleggerire e irrigidire. Il diffusore è il più grande mai visto su una Urus: oltre alla scena, lavora. L’ala posteriore, insieme al nuovo spoiler in carbonio, riduce del 3% la resistenza aerodinamica. È un dato piccolo solo sulla carta: a velocità autostradale fa la differenza in stabilità, consumi e rumorosità.
Dentro, plancia e tunnel sono in carbonio. La terza razza del volante lo è pure. I rivestimenti in CorsaTex Dinamica hanno quella grana tattile che, al tatto, racconta già la tenuta in curva. I dettagli non sono orpelli: sono indizi.
Il cuore è un V8 biturbo 4.0 unito a un sistema ibrido plug-in. La potenza combinata tocca i 812 CV con 1.000 Nm di coppia. Il dato scatta in avanti di 146 CV e 150 Nm rispetto alla vecchia Performante. Traduzione su strada: 0-100 in 3,3 s, 0-200 in 10,8 s, punta a 312 km/h. La massa è importante, 2.473 kg, ma scende di 32 kg rispetto alla Urus SE: rapporto peso/potenza vicino a 3 kg/CV. In pratica, roba da supercar, con spazio per cinque.
La batteria da 25,9 kWh ti regala oltre 60 km in elettrico. Uscita all’alba? Parti in silenzio, poi lasci che il V8 subentri quando la strada chiama. La trazione integrale usa una frizione centrale elettronica e un differenziale autobloccante posteriore per gestire la coppia. La taratura predilige il retrotreno quando chiedi di più con il piede destro. Le sospensioni AURA a doppia camera d’aria riducono rollio e vibrazioni. Arriva anche un sensore “6D” per il controllo dinamico: l’origine citata in anteprima è legata a un one-off, ma il costruttore non ha ancora formalizzato i dettagli. La frenata è affidata al sistema Integrated Power Brake. Lo scarico in titanio firmato Akrapovic aggiunge quella sfumatura metallica che, in rilascio, sa di pista.
Nota sul primato: Lamborghini la presenta come la sua SUV più potente. Nel confronto assoluto, considerando le SUV elettriche pure, esistono numeri più alti; nel mondo delle “super SUV” con V8 PHEV, questi valori restano tra i più estremi.
E allora, cosa resta quando scendi? Il contrasto. Il silenzio dell’elettrico e il ringhio del V8, l’abito lucido e la polvere della modalità Rally. È la doppia anima che affascina. Non è forse questo, oggi, il lusso vero: scegliere come suonare la propria giornata?
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