Il boom degli ultimi anni dell’automotive in Cina sta stravolgendo i piani dei costruttori. Scopriamo cosa sta avvenendo nel Paese del Dragone Rosso.
L’industria delle quattro ruote sta cambiando e tanti nuovi costruttori, approfittando della rivoluzione elettrica, sono nati. C’è chi, come Tesla, ha fatto il boom e chi, invece, negli ultimi 20 anni si è ritrovato in bancarotta dopo tanti bei proclami sull’elettrico. I marchi cinesi di EV, probabilmente, continueranno la loro espansione internazionale il prossimo anno. Tuttavia, i produttori devono affrontare nuove minacce di tariffe in Nord America, Europa e persino in alcuni mercati emergenti come Brasile e Turchia.
La Cina sta affrontando i suddetti problemi esteri, lato Trump, ma anche interni, Dongfeng Motor Corporation e Changan Automobile sono due case automobilistiche di proprietà statale, e dunque le loro attività economiche rispondono direttamente alle esigenze del governo guidato da Xi Jinping.
Una sovraproduzione interna, unita alle pressioni sui prezzi in calo, sta spingendo queste due SOE (State-Owned Enterprises, termine usato per indicare le imprese statali cinesi) a fondersi. Dongfeng Motor Corporation ha dichiarato che la sua società madre, Dongfeng Motor Group Co. Ltd., sta discutendo in merito a una ristrutturazione, ancora nelle sue fasi iniziali e in attesa dell’approvazione delle autorità. Questa mossa dovrebbe contrastare il colosso occidentale Tesla che ha una bella fetta di mercato nell’elettrico.
“Per ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza, le auto devono essere elettrificate“. Questa idea è alla base di qualsiasi progetto nel settore automobilistico nel Paese del Dragone Rosso. Il motivo della fusione è non farsi schiacciare dai competitor, dati i numeri delle vendite in calo. Ad esempio, Dongfeng puntava a commercializzare 3,2 milioni di veicoli, riuscendo poi a vendere appena 1,89 milioni di unità, con un calo del 9,2% su base annua. Questa eventuale fusione è sintomatica di una crisi e ci fa capire che il mercato cinese delle quattro ruote è più saturo che mai. Questo potrebbe spingere le case automobilistiche cinesi verso mercati relativamente più favorevoli in Medio Oriente e in altre aree dell’America Latina.
I marchi cinesi di EV stanno già investendo in impianti di produzione in Paesi come la Thailandia, che vantano nuove economie e governi con relazioni migliori con Pechino. Le trasformazioni, le fusioni, e i cambi di direzione sono l’effetto naturale di un mondo industriale e politico che cambia in modo repentino.
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