La De Tomaso è stata un emblema di sportività Made in Italy. Sta per tornare in una veste tutta nuova che farà impazzire i puristi.
La De Tomaso era una casa automobilistica modenese fondata nel 1959 dal driver italo-argentino Alejandro de Tomaso. Il suo fondatore è deceduto nel 2003 all’età di 75 anni. Nel 1959 il brand ricevette l’appoggio finanziario dell’americana Rowan Controller Industries per il tramite della sua seconda moglie, la piccola officina di Alejandro divenne la Automobili De Tomaso, assumendo nel proprio logo la medesima “T”.
Il brand traeva la sua forza economica e spirituale dalla fattoria della ricchissima famiglia materna. I colori bianco e azzurro sono un richiamo alla bandiera argentina. De Tomaso cominciò la costruzione di vetture da competizione destinate ai piloti privati e, nel 1964, anche di automobili in piccola serie.
Nel febbraio del 2019 Gian Mario Rossignolo e il figlio Gianluca che avevano rilevato l’azienda sono stati poi condannati dal tribunale di Torino per la bancarotta della De Tomaso. I dirigenti della società aggiudicataria hanno affermato che “avevano intenzione di utilizzare il marchio De Tomaso”. Nel 2019, in occasione del 60º anniversario del marchio, è stata presentata il concept della De Tomaso P72 per una edizione limitata di 72 esemplari. La De Tomaso ha cominciato a lavorare anche alla creazione di una rete commerciale a livello mondiale parallelamente alla P72.
L’unione della carrozzeria con il telaio in fibra di carbonio e la meccanica rappresenta il non plus ultra per un’auto da corsa. Il design riprende il prototipo da competizione P70, e vanta una silhouette pulita e ricca di fibra di carbonio, rappresentando il mix tra passato e presenta del brand ed è frutto di un lavoro di artigiani qualificati. Sviluppata dalla Wyn Design, l’estetica si richiama alle sport prototipo degli anni ’60.
Sotto il cofano ospita un V8 5.0 Supercharged da 750 CV e 900 Nm di coppia massima associata ad una trasmissione manuale a 6 rapporti, per esaltare il binomio uomo-macchina. La supercar in edizione limitata costerà la bellezza di 1,6 milioni di euro, riprendendo il concetto di guida in purezza delle auto da corsa di ieri, ma intende colmare il gap generazionale con le vetture ad alte prestazioni della concorrenza. Vi sono diversi top brand in difficoltà a causa di avarie tecniche sorprendenti.
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