In casa Ford è partito un nuovo metodo di produzione, che potrebbe segnare una svolta nel settore delle auto elettriche. Ecco i dettagli.
Il mercato dell’auto sta vivendo degli anni bui, contraddistinti da una crisi durissima da affrontare e duratura, che non sembra dare troppe speranze di potersi risolversi a breve. L’elettrico non sta di certo aiutando, dal momento che la clientela non è disposta a spendere cifre esagerate per portare a casa dei veicoli che non danno garanzie. Per provare a dare nuova linfa al settore, la Ford ha sviluppato un nuovo sistema produttivo, come ben analizzato sul sito web “Insideevs.it“.
La casa di Detroit non vive di certo un momento esaltante, né negli USA né in Europa, con lo stabilimento di Colonia, in Germania, che ha mandato in cassa integrazione i lavoratori nel mese di dicembre. Qui vengono prodotti modelli elettrici come la Ford Capri e la Explorer, che di certo non stanno brillando sotto il profilo delle vendite. Il colosso dell’Ovale Blu sta dunque cercando soluzioni utili per risparmiare sul fronte dei costi, cercando di abbattere il bilancio delle produzioni. In questo modo, sarà possibile imporre dei costi di listino più contenuti, rendendo le auto elettriche più appetibili per la clientela.
Ebbene, è qui che si svela un grande passo in avanti che la Ford sta compiendo. La casa di Detroit sta iniziando a produrre componenti in casa, evitando l’eccesso di forniture esterne, soprattutto sul fronte dei motori nella sua divisione europea. Il brand d’oltreoceano ha iniziato ad assemblare, proprio nel mese di dicembre, le unità tre in uno, comprendenti di motore, inverter e trasmissione, per modelli nuovi come la Puma ad emissioni zero o il furgone Transit EV. Tutto ciò avviene nello stabilimento di Halewood, in Gran Bretagna.
Al momento, non è stato ancora chiarito a quanto possa ammontare il risparmio in termini economici, ma secondo un articolo pubblicato da “Automotive News“, nello stabilimento inglese la Ford sta producendo un numero elevato di veicoli nonostante un personale molto ristretto. Dunque, sta ottimizzando al meglio i costi, ed anche il governo britannico pare abbia sostenuto questo investimento, tramite 380 milioni di sterline, circa 450 milioni di euro, stanziati dai politici per invogliare la casa statunitense ad investire nel Regno Unito. Vedremo se i vantaggi, in chiave futura, saranno reali ed aiuteranno il settore.
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