Hanno dato il via ad una caccia degna di un kolossal ad una rarissima vettura, rimasta nascosta per anni dalle ombre del tempo. Quando l’hanno finalmente trovata non volevano credere ai loro occhi…
Chi dirige un museo sa bene quanto sia faticoso accaparrarsi dei pezzi rari, unici a volte, per attirare sempre più visitatori. Solo la tenacia e la fortuna di alcuni avventurieri che si sono spinti letteralmente ai confini del globo ha riportato alla luce un’auto che si pensava fosse scomparsa. Ecco come una vettura un tempo molto popolare si è trasformata nel Santo Graal di ogni fan dei motori.
Ritrovare antiche automobili abbandonate è un lavoro che rende bene ma cosa succede se un’auto è praticamente introvabile? Che lo rimarrà almeno fin quando un uomo come Ronald Kooyman non decide di farsi avanti. Il titolare di un importante museo olandese noto per ospitare alcune tra le auto più rare del mondo è il vero artefice di un ritrovamento importantissimo per il mondo dei motori.
La “Barn Find” di cui vi parliamo oggi è forse la più complicata e macchinosa che qualcuno abbia mai portato a termine: pensate che per trovarla, gli uomini assoldati dal direttore del museo si sono spinti fino alla Siberia, una terra notoriamente remota ed inospitale in cui con i recenti avvenimenti geopolitici oggi sarebbe quasi impossibile inoltrarsi. Per fortuna, ai tempi della ricerca della vettura in questione, non era così!
E pensare che di Toyota AA, primissima vettura prodotta in serie dal marchio giapponese che ad oggi produce milioni di vetture ogni anno risultando ancora il leader indiscusso per vendite in tutto il mondo, ne sono state costruite tra il 1935 ed il 1943 poco meno di 2.000 unità. Una combinazione di sfortuna e pessimo tempismo – in quegli anni il Giappone non era esattamente una terra pacifica! – ha fatto si che tutte le auto di questo tipo svanissero nel nulla.
Tutte o quasi: una di queste utilitarie basate sul design della De Soto Airflow infatti era ancora intatta nel 2008, anno in cui Kooyman ha avviato la ricerca ingaggiando un gruppo di investigatori privati. Dopo aver cercato invano in tutto il mondo l’auto, queste persone hanno rintracciato l’ultimo, ignaro proprietario di un tesoro dal valore inestimabile.
Pensate che la persona che aveva pubblicato l’annuncio di vendita, un giovane siberiano nipote di uno dei proprietari originari che comprarono l’auto negli anni trenta-quaranta, non aveva davvero idea del valore della vettura! Infatti per i precedenti decenni l’aveva tenuta in una fattoria di famiglia, usandola come trattore per trainare l’aratro e svolgere le faccende domestiche…
La vettura è stata recuperata ed acquistata con successo ma ci sono stati altri problemi, stavolta di natura molto più mondana: si è infatti messa di traverso la burocrazia russa. Dopo un tira e molla durato sette mesi, la costanza di Kooyman e dei suoi uomini è stata premiata e ad oggi, la AA si gode il meritato riposto nel Lowman Museum olandese. Se capitate nei Paesi Bassi, fatele un saluto: dopo tutto è la più vecchia Toyota rimasta al mondo…
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