Questo mio trehad è dedicato a tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo mezzo russo e in particolar modo a quanti magari sono indecisi sul suo acquisto vuoi perchè è sostanzialmente un mezzo conosciuto solo x fama ma poco dai media del mondo 4x4, poco in vista in esposizioni, fiere, meeting, poi non c'è molta facilità nel reperirlo. Il periodo d'oro della Uaz in Italia, è finito da un pezzo, per cui dopo gli anni 80-90, la Uaz, celeberrimo marchio russo, è apparsa timidamente sulla scena in questi ultimi 4-5 anni, grazie anche a un importatore toscano, in provincia di Siena che di fatto sembra essere l'unico importatore ufficiale della casa ex sovietica. Lì si può reperire nuovo, il pulmino 452 ora ribattezzato 2206 che praticamente viene costruito uguale fin dal lontano 1966. Di questi giorni, è comparso sul noto rotocalco "Elaborare 4x4"n°73, un test completo sul Uaz 2206 appunto, esemplare però accessoriato, preparato da una nota officina 4x4 milanese, che adesso cura appositamente elaborazioni su modelli Uaz e Suzuki Jimny. Per cui ho pensato che un tale articolo, trasponendolo similmente, fosse di sicuro interesse in questa area. Chiaramente facendolo in buona fede, mi rimetto al giudizio degli ammin se intravedessero in questa operazione qualche cosa che possa andare contro i regolamenti del forum.
Intanto il 2206 così allestito viene battezzato Tunguska dal preparatore milanese, ispirandosi al fatto successo nel lontano 1908, quando nella regione di Tunguska in Siberia, si verificò una violenta esplosione, provocata dal presunto impatto di un meteorite sul suolo terrestre. Da lì la similitudine di scegliere l’appellativo “Tunguska” per la versione speciale del 2206, che piomba (ma direi riappare) sul mercato 4x4 come un meteorite. Ma passerei a entrare nel vivo della descrizione di questo mezzo, a parer mio ancora attuale, facendo riferimento all’articolo sopra citato.

Scheda Tecnica del mezzo di serie

Uaz 452. Ora la denominazione del modello è Uaz 2206.
Motore a benzina Euro 6(venduto se si vuole anche con impianto Gpl)4 cilindri in linea longitudinale(anteriore in cabina tra i due sedili)ZMZ 40911 da 2.693cc – pot.max 112 cv a 4.250 giri/min. – coppia max 198 Nm a 2.500 giri/min. – iniezione elettronica – 4 valvole per cilindro.
Trasmissione part-time posteriore con anteriore inseribile meccanicamente – cambio manuale a 5 marce + ridotte.
Sospensioni a 2 ponti rigidi con balestre sopra i ponti con blocco elettrico 100% del diff. post. a richiesta – freni anteriori a disco ventilati e a tamburo posteriori – ruote con pneumatici 225/85 R 16.
Telaio a longheroni e traverse.
Dimensioni e Pesi lunghezza 4.363 mm – larghezza 1.940 mm – altezza 2.064 mm – interasse 2.300 mm – carreggiata 1.465 mm – altezza dal suolo 205 mm – profondità di guado 500 mm – peso in ordine di marcia 2.005 kg – massa a pieno carico 2.880 kg – portata 875 kg – capacità serbatoi 77 l (2 serbatoi-uno per lato).
Velocità max 127 km/h – consumi a 80 km/h 10,5 l/100 km.
Prezzo 23.000€.

Allestimento Tunguska

In questo allestimento particolare, votato all’ OR senza mezzi termini, il mezzo, il famoso “Bukhanka”ovvero “pagnotta”come è conosciuto in Russia fin dalle sue origini, si avvale di una serie di accessori e modifiche tecniche che ne fanno veramente una serie speciale, che si può acquistare, tramite il rapporto di collaborazione che c’è tra l’importatore ufficiale del marchio Uaz e appunto il preparatore milanese, direttamente con tanto di garanzia di 2 anni e con tutti gli accessori omologati. Chiaramente rispetto al prezzo del modello di serie, c’è un discreto aumento ma pienamente giustificato dalla qualità dei materiali e dallo studio che ha caratterizzato tutta l’operazione di allestimento. A seconda delle esigenze poi il mezzo può essere omologato per 2, 5, 7 o 9 posti.

Esterni

La linea è quella di un vero e proprio furgone anni 60-70, senza il minimo accenno a fronzoli e orpelli, prevale l’essenziale, può sembrare anacronistico ma sicuramente il progetto dei tecnici russi si concretizza anche nell’aver saputo sfruttare ottimamente i suoi 4,63m di lunghezza, 3 cm meno di una Jeep Compass. Rispetto al modello di serie, l’aspetto è reso più grintoso dalla presenza dei paraurti in acciaio per uso gravoso della Rif, entrambi dotati di occhielli su cui sono montati due grilli di recupero, inoltre il paraurti anteriore è sagomato per ospitare al suo interno, in posizione protetta, un verricello elettrico dotato di cavo tessile. Sul paraurti posteriore, invece, sul lato destro è incernierato il cancello porta ruota di scorta con ammortizzatore pneumatico per tenerlo in posizione aperta così da favorire l’apertura dei due portelloni posteriori. All’anteriore, sotto al muso, è collocata la robusta protezione tubolare della Rif per tutta la tiranteria dello sterzo. I pneumatici di serie 225/75 R16, sono stati sostituiti con dei BFGoodrich AT da 235/75 R16 con scolpitura più pronunciata. Il nuovo assetto contribuisce a far sì che il Tunguska è più alto di 11 cm rispetto al modello base, provocando anche l’innalzamento del baricentro, per riequilibrare il quale, sono stati montati distanziali da 40mm su ogni ruota, in ergal senza compromettere la luce che c’è tra ruote e parafanghi. Sul lato destro, all’altezza del secondo finestrino laterale, risalta una protuberanza nera e squadrata, altro non è che lo snorkel, in modo da avere l’aspirazione dell’aria, vicino al tetto. Sia sul lato destro che sinistro, spiccano le due rientranze sulla carrozzeria, per ospitare i bocchettoni dei due serbatoi laterali con una capienza totale di 77 l, con travaso automatico da uno all’altro per depressione. Essendoci 2 serbatoi più piccoli, anziché uno unico di maggior capienza, risulta più facile poterli collocare in posizione protetta tra i longheroni del telaio e quindi meno esposti a urti contro il terreno. L’unico tocco di modernità è dovuto al nuovo impianto di illuminazione a led che comprende i fari principali da 7 pollici con luce diurna, 2 faretti supplementari montati sul paraurti. Un valido accorgimento per migliorare la sicurezza dell’ingresso a bordo o l’uscita, è stato quello di verniciare i predellini con Protectakote, rivestimento a base poliuretanica antiscivolo, molto ruvido e resistente.

Interni

Bhè appena saliti a bordo, ci si rende conto che la sobrietà e la spartanità assolute la fanno da padroni. Il sedile del posto di guida è avanzato, in modo che il piantone del volante quasi orizzontale, entra nel pianale tra i pedali di frizione e freno, ma senza dar fastidio. Tra i due sedili, campeggia il voluminoso coperchio insonorizzato del motore, che caratterizza l’abitacolo di questo insolito veicolo, ma che non intralcia e non disturba come rumorosità. Da una porta laterale sul lato destro (sul sinistro non c’è), si accede al vano centrale che può essere configurato in svariati modi a seconda dei passeggeri trasportati, per di più i sedili, comodi, sufficientemente ampi e con poggiatesta integrato nello schienale, sono tutti singoli e rimovibili, per far fronte alle varie esigenze di carico. Dietro la paratia metallica posta alle spalle del posto di guida, è alloggiato il riscaldamento supplementare della cabina, mentre ribaltando in avanti il sedile del pilota si accede alla batteria che è stata sostituita con una Optima Red al gel da 1.000 Ah di spunto. Vi è anche uno staccabatteria per l’impianto elettrico supplementare del verricello posizionato ai piedi del passeggero. Sulla plancia, più spoglia di così, campeggia al centro, il contachilometri analogico con un piccolo quadro digitale per le informazioni di base, sotto, la pulsantiera per le luci e riscaldamento. Verso il volante c’è la predisposizione radio, davanti al passeggero un piccolo cassettino portaoggetti. Accanto alla presa 12V è stata aggiunta una doppia presa USB, le luci dell’abitacolo sono state tutte sostituite con lampade a led. Da notare che i vetri sono a funzionamento manuale con tanto di classico deflettore, che risulta essere ancora molto pratico per la ventilazione interna. Segue Parte II