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Discussione: HOW TO: Funzionamento del Tester (multimetro) per l'auto.

  1. #1
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    Recentemente si é appreso che qualcuno non possiede, ed ignora il funzionamento, di uno strumentino economico e fondamentale per l'individuazione di malfunzionamenti elettrici sull' automobile.

    Il multimetro, che potete reperire anche nei negozi di cianfrusaglie oltreché nei brico per pochissimi euro!

    Premesso che non sono un elettronico... gradiate il mio approccio stile turco alla predica giusto per chi ne sa ancor meno di me. Integrazione da esperti graditissime, purché sempre alla portata dell' utente qualunque.

    Ci sono moltissimi tutorial su youtube... se ne trovate uno che non tenda ad un corso di avviamento professionale di tre ore... ben venga.


    Veniamo pertanto al sodo, limitatamente a quel che può servire in auto, e per sommi capi.

    I puntali nei tre buchi di solito vanno: il nero "a massa" ed il rosso positivo sul foro per tutte le funzioni, eccetto l'amperometro che ha il suo foro apposta, visto che é l'unico caso in cui la corrente passa attraverso lo strumento.

    Partiamo da questo, generalmente per misurare correnti di piccola intensità, max 10 Ampere nei dispositivi amatoriali, per cui una lampadina o un faretto, altrimenti lo strumento che ci serve si chiama pinza amperometrica .

    Io lo uso ad esempio per misurare la potenza effettiva dei faretti o lampadine a led. Unica teoria fondamentale.
    Volt x Ampere = Watt .

    Se so la TENSIONE ai connettori, e lo rivediamo poi come (ad es 12 Volt ) , e misuro l' INTENSITA' di corrente, posso calcolarmi la POTENZA del dispositivo in funzione di quanta ne assorbe.

    In pratica: faretto o lampadina se la forma dei connettori non stagni lo consente, monto il connettore ribaltato, ovvero il maschio negativo nel suo alloggio, ma in modo che il positivo resti fuori. Si può fare anche con l' H4, ma individuando i due positivi.
    Altrimenti si fa una prolunghetta con un pezzetto di filo e due fastom, e con il tester in modalità amperometro ( puntale rosso nel buco 10 a, e selettore nell' omonima tacca ) con i puntali faccio ponte per collegare anche il positivo. Chiaramente ad interruttore acceso.
    Lampadina o faretto si illuminano... e leggiamo il display. Se segna ad esempio 4,5 o 4,6 (ampere) significa che la lampadina ha 55w di potenza (12V x 4,6A) e funziona bene. Ma se state testando una lampadina superpowermegarally 100w... vi hanno fregato. Ne ho svariate, con tanto di stampigliatura 100w sul metallo!

    Capita la funzione mini-amperometro (chiaramente con 10 ampere a 12 V non possiamo testare ad esempio barre a led superiori ai 120 watt...anche se ho dubbi che ne esistano realmente)

    Rimesso il puntale rosso nel buco che serve per tutte le altre funzioni, abbiamo:


    misurazione voltaggio:


    In auto a seconda possiamo trovare da 10,5 a 14 volt ad alimentare i dispositivi... per cui anche nel test sopra bisogna verificare prima il voltaggio esatto che arriva ai connettori, una volta acceso l'interruttore delle luci. Idealmente a motore acceso, se vogliamo una misurazione in ordine di marcia. Con alternatore in buona salute, alla batteria ne arrivano 14 di volt, e poi meno a cascata sull' impianto una lieve caduta di tensione dovuta alla resistenza dei fili.

    Basta chiaramente toccare con le due punte, dopo aver selezionato il range di voltaggio massimo con il selettore, in corrente continua (DCV) nel nostro caso la tacca "20" a meno che non avete un vecchio patrolone o toy a 24 volt, ed allora passate a quella successiva che di solito è 100 o 200 (uguale... )

    Chiaramente questa funzione ci serve a verificare lo stato di carica e salute della batteria, oltre a vedere con il puntale nero a massa se "arriva" il voltaggio a 14-12 v dove deve, puntandolo con il rosso, e verificare che la corrente arriva ai connettori, dove se vedete ad esempio un segno negativo tipo "-12" semplicemente state misurando a rovescio sui due poli.

    Le tacche più in basso sono tipo 200m o 2000m e chiaramente si sta parlando di millivolt... la tacca 2000 millivolt (ovvero 2V) serve per verificare se le pile da 1,5 V che avete nella torcia sono ancora buone o no!



    Misurazione continuità:

    tacca unica del selettore, il diplay segna " I " come a dire circuito aperto, se toccate i puntali tra loro segna "0" ovvero circuito chiuso. I tester oltre i 4 euro, a volte hanno anche un buzzer sonoro.

    Lo scopo è misurare se ci sono interruzioni di un circuito, o all' inverso cortocircuiti.

    Il colore dei puntali qui è irrilevante. Se alla uscita della scatola dei fusibili, tocco con un puntale e dove dovrebbe arrivare l'alimentazione al dispositivo l'altro... e segna "circuito aperto" sta a significare che in mezzo il cavo è tagliato.


    Se ad esempio invece trovo un fusibile bruciato, e metto un puntale sempre in uscita e l'altro a massa, segna "circuito chiuso" sta a significare che il filo che dovrebbe esser isolato, si è spellato strusciando, e da qualche parte tocca la carrozzeria.

    Queste son le funzioni base-base... chiaramente la misurazione corrente alternata (ACV) interessa solo chi ha un inverter nella camperizzazione. E la misurazione della resistenza del circuito in Ohm può servire se conosciamo quella interna di un componente in buono stato da paragonare.
    Ultima modifica di Marco; 25-03-2020 alle 19:06
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  2. #2
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    Marco...
    Tutto molto bello e di sicuro molto interessante.

    Ma io penso che chi non sa usare il tester o la pinza amperometrica, si trova anche a digiuno totale di nozioni elettrotecniche...

    Magari non distingue la corrente dalla tensione non conosce la differenza fra una resistenza un'induttanza o una capacità...ecc...

    Penso che si dovrebbe iniziare da queste basi, prima di imparare ad utilizzare il tester, che poi, se si ha un'infarinatura sulle basi dell'elettricità, il tester viene utilizzato di conseguenza con grande facilità...

  3. #3
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    Grazie Marco. Quindi se devo testare una batteria la provo in volt e specialmente quando uso il motorino avviamento x avere il giusto risconto.
    Ma come si deve ruotare la manopolina nel settore giusto?
    Ovvero il simbolo lo si trova in rete!
    Ma quando testo l'assorbimento devo fare l'avviamento. Allora vedo la caduta di voltaggio.. Questo mi fa capire che una centralina sotto il voltaggio di V10'5 non da consenso e l'avviamento non succede.
    Ma come si usa un multimetro?
    Sono tante le possibilità
    Avanti gli specialisti!! GIMA? TI ASPETTIAMO

  4. #4
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    #Gima: Appunto parlavo di turco alla predica!!!

    Cosa è di preciso un induttanza non lo so nemmeno io, e la capacità a malapena!



    Ma se vuoi fare un micro corso divulgativo, per spiegare ad esempio perchè a 12 V 2 kw di verricello gli serve un cavo grosso come una manichetta, mentre a 220V (alternati) a casa la lavatrice di analoga potenza basta un filo da 2 mm2, Ti cedo volentieri il microfono.
    Ti do solo lo spunto da commentare, che è bellissimo!

    VWA.jpg
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  5. #5
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    @marco vai direttamente a 1:15


    Scherzo neh (insomma:smiley_1 6:)
    Grazie mille

  6. #6
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    Marco quell'immagine é molto completa e rappresenta la legge di Ohm, ma per me e per te é facile da capire, per molti altri rappresenta soltanto una simpatica vignetta...


    Si potrebbe cominciare con le unità di misura di base utilizzate...

    La V maiuscola rappresenta la tensione (non voltaggio, che si tratta di uno strano trasporto da un'inglesismo "voltage")

    Quindi, Volt, unità di misura della tensione, simbolo V, dal suo scopritore italiano Alessandro Volta, inventore della pila.

    Per capire più facilmente i circuiti elettrici, possiamo fare alcuni paragoni con i circuiti idraulici, in questo caso possiamo vedere i volt, la tensione, la differenza di potenziale, fra due o più punti ( in una macchina, fra il + e il - della batteria) come la pressione di un circuito idraulico, come un qualcosa che spinge e aspetta soltanto uno sbocco per poter scorrere.

    La A maiuscola rappresenta l'intensità di corrente, o più semplicemente la corrente.

    La A sta per ampere, dal fisico francese André Marie Ampère.

    In un circuito idraulico l'intensità di corrente é perfettamente paragonabile alla portata quindi alla quantità d'acqua che scorre nel tubo...(tubo= conduttore o filo elettrico.

    La Ω rappresenta la resistenza, dal fisico e matematico tedesco, Georg Simon Alfred Ohm.

    Per semplificare, la resistenza non é altro che, qualsiasi utilizzatore, cioè quello che si collega da un polo all'altro,
    Come il filamento della lampadine, candelette, o anche una bobina o un relè, con la differenza che anche se in un'avvolgimento possiamo leggere una resistenza, ma questa é un'induttanza.

    L'induttanza ha come simbolo una L , dal fisico russo Heinrich Friedrich Emil Lenz. La differenza che ci può interessare, rispetto alla resistenza é che l'induttanza quando viene percorsa dalla corrente, crea un campo magnetico che si utilizza, per relè motori ecc...

    Esiste anche la capacità simbolo F abbreviazione di farad, dal fisico chimico inglese Michael Faraday.

    La differenza fra la capacità con cui si misurano i condensatori elettrici e le altre sopra citate, resistenza e induttanza é che se diamo tensione ai capi di un condensatore, la corrente scorre soltanto nell'attimo della carica, per poi non scorrere più, il condensatore una volta carico, potrá comportarsi a sua volta come una piccolissima batteria istantanea.

    La resistenza, non é altro che un'ostruzione al passaggio della corrente.

    Quindi, idraulicamente parlando, potremmo dire che la tensione é un impianto in pressione, ad esempio il polo positivo della batteria... La resistenza é il rubinetto che può avere varie aperture, a seconda dell'utilizzatore, l'acqua che viene fuori é ci permette di lavarci le mani é l'intensità di corrente, mentre lo scarico del lavandino é il polo negativo della batteria... Con un po' di fantasia si capisce facilmente la correlazione astratta fra circuito elettrico e circuito idraulico.


    Partendo dalle 3 grandezze elettriche più importanti, si può vedere in che modo queste sono correlate.

    La formula che mette in correlazione, la tensione, l'intensità di corrente e la resistenza é la "legge di ohm" che sta alla base di tutti i circuiti elettrici, quella della vignetta di Marco.

    V= R x I
    E di conseguenza
    R= V : I
    I = V : R


    In cui V è la tensione R é la resistenza (Ω) e I é l'intensità di corrente (A).

    Quindi partendo da un valore conosciuto potremo ricavare il valore sconosciuto.

    Esempio, se abbiamo una tensione di 12 V e una resistenza di 100 Ω sapremo già che avremo un' intensità di corrente di 12 : 100 = 0,12 A.

    Poi come per pesi e misure ci sono i multipli e i sottomultipli.

    Ad esempio 0,12 A = 120 mA (milli ampere).

    La tensione e di conseguenza la corrente, esiste in continua e in alternata.

    La corrente continua, quella che maggiormente ci interessa per le nostre macchine, ha un polo positivo e un polo negativo ben definiti, per convenzione la corrente và dal polo positivo al polo negativo (per convenzione, perché in realtà...quelli che si spostano sono gli elettroni... che sono negativi, ma quando gli scienziati si sono accorti di questa cosa, ormai la direzione della corrente era già stata decisa, dal + al - e di conseguenza, per convenzione si é preferito lasciare tutto così).

    La corrente alternata invece varia di polarità in continuazione, un esempio é la corrente di casa, il numero delle volte al secondo in cui la polarità varia, si indica con la frequenza (Hz) dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz.

    La corrente alternata é in grado di attraversare i condensatori, perché caricando e scaricando in continuazione, si ha il passaggio della corrente.

    L'alternatore per esempio genera una corrente alternata, dentro l'alternatore ci sono dei diodi, che raddrizzano la corrente alternata e la fanno diventare continua.

    Il diodo in idraulica, può essere paragonato ad una valvola di ritegno, che permette al flusso dell'acqua di scorrere in una sola direzione, chiudendosi immediatamente se il flusso si inverte.

    E ora con questa non sufficiente ma impolverante carrellata di nozioni elettriche si può già pensare ad imparare l'utilizzo del tester, che non é un solo strumento, ma una serie di strumenti, infatti può essere usato come voltmetro, può essere usato come Amperometro e milliamperometro, può essere usato come ohmmetro, come indicatore di continuità, come capacimetro...e altro ancora, a seconda delle dotazioni dello strumento.

    Per imparare ad usare il tester ci vorrebbe un video o delle foto delle strumento, su cui dare indicazioni.

    Un video potrebbe essere questo :
    Ultima modifica di mak_v8; 25-03-2020 alle 22:06 Motivo: corretta parola errata

  7. #7
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    Neanche Alberto Manzi avrebbe spiegato così.

    Mi permetto una piccola appendice:
    Che cos'è il watt?
    L'unità di misura della potenza.
    Per potenza generica si intende il lavoro eseguito nell'unità di tempo.
    Il watt è il lavoro di 1 joule svolto in 1 secondo.
    Ultima modifica di Shturmovik; 25-03-2020 alle 22:05

  8. #8
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    Ragazzi, Marco e gima, io vi metto un like ma è riduttivo, non ho parole! Ora però mi ci vuole un po' per rileggere e capire bene tutto

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    Citazione Originariamente Scritto da Shturmovik Visualizza Messaggio
    Che cos'è il watt?
    W = V x I = V^2 /R = R x I^2

    ovvero, in campo elettrico, il Watt è l'energia spesa nell'unità di tempo per far fluire la corrente di intensità I attraverso un utilizzatore ai cui capi viene mantenuta una differenza di potenziale pari a V


    e qui spieghiamo perché per un verricello da 2000 W servono cavi giganteschi, mentre per la lavatrice da 2000 W è sufficiente un filo da 2 mm quadri:

    a pari potenza W di un qualsiasi utilizzatore, se esso funziona con una tensione alta, assorbirà meno corrente rispetto al caso funzioni con una tensione bassa, in quanto il prodotto tensione x corrente deve avere lo stesso valore.
    Se aumentiamo la tensione, la corrente è minore, e vice-versa, affinchè il prodotto dei due valori sia costante.

    Ma perchè servono i cavi grossi se la corrente da far circolare è tanta?

    Quando la corrente, ovvero gli elettroni, si muovono all'interno di un conduttore (in realtà si muovono sulla superficie, ....ma di questo ne parliamo dopo), fanno si che il conduttore si riscaldi.
    Il riscaldamento di un conduttore al passaggio della corrente elettrica al suo interno è chiamato "effetto Joule".

    Il riscaldamento del conduttore al passaggio della corrente è praticamente la manifestazione fisica della resistenza che il conduttore (il materiale di cui è fatto) offre al passaggio della corrente stessa.

    Maggiore è la corrente che passa e maggiore è il riscaldamento, inoltre, maggiore è il riscaldamento, e maggiore sarà anche la resistenza offerta (perché all'aumentare della temperatura la maggiore agitazione molecolare dei vari atomi interferisce maggiormente sul passaggio degli elettroni); pertanto, se tanta corrente deve passare, è necessario avere dei cavi grossi, in modo che il loro riscaldamento non diventi eccessivo (potrebbero anche fondere) e in modo che anche la loro resistenza non diventi eccessiva.

    Quindi, se a 12 Volt devo far circolare 166 Ampere per erogare 2000 W (2000/12 = 166), a 220 Volt , se voglio erogare sempre 2000 Watt mi basterà far circolare 9 Ampere (2000/220 = 9)

    Quindi il verricello avrà dei cavi da 50 mm quadri, mentre alla lavatrice bastano dei cavi da 2 mm quadri, anche se le due cose assorbono la medesima potenza.
    Ultima modifica di mak_v8; 25-03-2020 alle 22:55

    Abbi dubbi, ...sempre!

    "La fantasia è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata mentre la fantasia comprende il mondo intero."
    A.Einstein


    Andrà tutto bene!

  10. #10
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    TRACTION 4X4 - PREPARAZIONI ED ACCESSORI
    Il Watt é una delle misure della potenza, come i cavalli vapore.

    Watt, simbolo W, da James Watt, ingegnere scozzese.

    In corrente continua, si calcola la potenza in Watt moltiplicando la tensione V con l'intensità di corrente A.

    W= V x I

    I intensità di corrente = A

    Se per esempio (ma l'esempio é stato già fatto da Marco) alimentiamo una lampadina con 12 V e questa ha l'intensità di corrente di 2 A, basterà moltiplicare 12x2.

    E avremo come risultato 24 W, la potenza della lampadina.

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