Attacco alla Cina, stangata alle aziende automobilistiche: il governo usa il pugno duro

I produttori di auto cinesi subiscono un duro attacco da parte del Governo. Le aziende ora dovranno così cercare di limitare i danni

Sono diventate ormai sempre più popolari le auto cinesi in tutto il mondo, soprattutto grazie al loro sviluppo legato ai modelli elettrici. Il Governo di Pechino ha investito importanti risorse in questo settore, considerando come all’interno dei confini della nazione asiatica vi sia una grande quantità di materie prime fondamentali per la produzione di veicoli a impatto zero.

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Pugno duro alle auto cinesi da parte del Governo (MrShare srl) – Fuoristrada.it

Chi si sente minacciato in questo momento dalla crescita delle auto cinesi sono gli Stati Uniti. Donald Trump le ha attaccate duramente, definendole come un chiaro aiuto all’economia della Cina stessa. Gli USA stanno cercando di limitare i danni e il presidente Joe Biden, seppur mantenendo toni più moderati rispetto a quelli del rivale repubblicano, sta dimostrando di voler andare nella stessa direzione.

Le aziende cinesi inoltre sono inoltre nel mirino anche dall’Unione Europea con la Commissione che ha avvitato indagini per capire in quali termini sono i legami tra le aziende e il Governo centrale. L’Europa per ora studia il da farsi mentre proprio gli USA sembrano ormai convinti della decisione da intraprendere.

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Le misure che sono state apportate da Joe Biden per contrastare il mercato cinese in continuo aumento hanno portato a quadruplicare i dazi nei confronti dei materiali importati dalla Cina. La decisione è stata presa ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, con i dazi che dunque passeranno dal 25% al 100% per tutte le vetture elettriche importate dalla Cina.

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Joe Biden (Ansa – fuoristrada.it)

Non sono risparmiati nemmeno gli altri componenti, con la batteria che passa dall’avere un dazio del 7,5% a uno del 25%. Le componenti che sono utilizzate sulle celle fotovoltaiche, utilizzate per i pannelli solari, passano dal 25 al 50%. Inoltre i dazi ora comprenderanno anche alcuni minerali che sono considerati come “critici”, con questi che passeranno dal non avere tasse di questo genere a dover pagare il 25%.

L’impressione è che questo sia solo l’inizio, perché gli USA hanno già annunciato nuove tariffe per il 2025 e per il 2026. La Cina non ci sta, tanto che il Ministero del Commercio cinese ha criticato severamente, con un comunicatom quanto deciso da Biden, ritenendola una scelta che violato gli accordi commerciali già presi tra le due nazioni. Vedremo se l’Europa seguirà le stesse scelte degli Usa. Intanto, altri marchi cinesi, dopo BYD, stanno iniziando a vendere le loro auto anche in Italia.

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