Sensori di parcheggio, quanto costa metterli sulla propria auto? Ecco tutte le informazioni

Le auto di nuova generazione dispongono di sensori di parcheggio. Ma come funzionano? Si possono installare a posteriori?

Quando si parla di macchine moderne spesso vengono nominati i sensori di parcheggio.  Pur essendo ormai famosi, in pochi ne conoscono il reale funzionamento. In questo approfondimento cercheremo di svelarne i segreti e di rispondere alla domanda se possono essere applicati anche ai veicoli che non ne dispongono di serie.

Sensori di parcheggio, quanto costa metterli sulla propria auto? Ecco tutte le informazioni
Parcheggio – Fuoristrada.it

Per prima cosa definiamoli. Si tratta di dispositivi che fanno parte della categoria ADAS, ossia quegli aiuti elettronici che permettono al guidatore di semplificarsi la vita alla guida, oppure, come in questo caso, da fermo per effettuare in sicurezza una manovra che in alcuni frangenti può rivelarsi particolarmente complessa.

Sensori di parcheggio, cosa sono e come funzionano

Solitamente vengono installati anteriormente o posteriormente, ma qualche costruttore li posiziona pure ai lati. La loro attivazione avviene via ultrasuoni o impulsi elettromagnetici.  Dopo aver rilevato un ostacolo di qualsiasi natura inviano un input ad una scheda elettronica, la quale fa partire un segnale acustico sempre più intenso man mano che l’oggetto o la persona si avvicinano.

Chi è salito su una vettura equipaggiata da questo sistema o ne dispone, sa che il più delle volte è presente un display su cui vengono proiettate delle immagini che fanno comprendere il margine di movimento. Ciò è possibile grazie alla presenza di una telecamera che permette un’ampia visuale, compresi gli oggi tristemente chiacchierati punti ciechi.

Avere questo tipo si ausilio è fondamentale non solo per tenersi al riparo da urti e collisioni quando si sta per parcheggiare, ma ad esempio quando si effettua la retromarcia, specialmente se ci si trova in un tratto particolarmente complicato, in cui la visuale è ridotta.

Fatto un quadro generale ora entriamo nello specifico. Comunemente sulle automobili di fascia media troviamo i sensori posteriori, che si attivano quando mettiamo la retro. In linea di massima, lo strumento riconosce la presenza di ostacoli a partire dal metro e mezzo,  ma solo quando si entra nella fascia dei 40 cm l’allarme sonoro si fa più insistente.

Quelli anteriori sono meno frequenti e si azionano sempre con le basse velocità, perlopiù in entrata o in uscita da una piazzola. Chiudiamo con quelli laterali che danno una mano anche nella primissima fase del parcheggio, ovvero quando ci si mette di fianco al veicolo davanti per cominciare la manovra di inserimento nello spazio che abbiamo scelto.

Kit sensori parcheggio, come funziona
In vendita il kit per i sensori parcheggio (Canva) -Fuoristrada.it

Come anticipato il meccanismo è di due tipi: ad ultrasuoni ed elettromagnetico. Il primo è caratterizzato da onde sonore riflesse da ciò che è presente nelle vicinanze. La distanza e il tempo necessari per il rimbalzo sull’ostacolo e il tragitto contrario fanno scattare l’allarme. Il secondo invece prevede una banda adesiva lunga 3,50 metri e alta 1 cm applicata all’interno del paraurti. Quando si va in retromarcia una centralina la attiva andando a creare un campo elettromagnetico che non appena trova un ostacolo emette un suono.

Come applicare i sensori

La domanda a questo punto è, si può usufruire di tale congegno anche sulle macchine che non lo possiedono di dotazione? La risposta è affermativa. In commercio esistono dei kit senza fili che contengono, quattro sensori, un cicalino sonore e a LED, una centralina e una fresa per la messa in opera. Il costo può variare dai 250 agli 850 euro. 

Vediamo ora come renderlo operativo. Dopo aver fatto due fori, basterà inserire un cavo nell’occhiello che si connette alla luce che si accende quando si aziona la retromarcia. Il consiglio è di verniciarli della tessa tinta del paraurti, così che siano amalgamanti al tutto. Successivamente, posizionare la centralina nel cofano posteriore e collegare i cavi. Quando invece si andrà a montare invece il display, occhio che i fili passino sotto la pedaliera e raggiungano centralina. Prima di chiudere il tutto assicurarsi che il lavoro che avete fatto funzioni correttamente.

Se non volete forare nulla sono disponibile anche dei pacchetti con banda adesiva a funzionamento elettromagnetico, che comportano una spesa tra i 60 e i 100 euro.

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