Benzina, addio: arriva l’auto che funziona con un’altro carburante | Il risparmio non è garantito

Basta con la crisi energetica: non saranno le Tesla né le auto ad energia solare a trascinarci fuori da questa empasse economica bensì la bevanda più amata dai mattinieri. Signore e signori, ecco l’auto che va a caffè! 

Negli anni, i costruttori di automobili si sono inventati di tutto per trovare un carburante alternativo ai soliti benzina e diesel che tra l’altro in questo periodo, complice una bella guerra ai confini dell’Europa, scarseggia o si trova a presi superiori ad 1,6 Euro per litro erogato.

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Un espresso macchiato. Con doppio carburatore, grazie (Canva)

L’auto alimentata dai pannelli solari? Quella che si accende grazie agli escrementi? No grazie, noi vogliamo l’auto che funziona grazie al caffè!

Corsa contro il tempo

Sono ormai decenni che inventori, progettisti e marchi automobilistici in toto impiegano ogni risorsa a loro disposizione per trovare un’alternativa a benzina, diesel e anche all’elettrico che ormai è diventato uno dei sistemi più diffusi per alimentare una vettura ma che ha diversi problemi a lungo termine inclusa l’autonomia ed il costo estremamente elevato delle batterie quando si scaricano o si rompono definitivamente.

Alcuni inventori particolarmente creativi sembravano aver trovato davvero delle alternative: ricordiamo l’auto ad acqua che per motivi politici non ha mai visto la luce, o almeno così si dice. Oggi che il carburante costa una fortuna saremmo pronti a tutto pur di non dover più sostenere questo salasso al distributore. Anche a sprecare un po’ di prezioso caffè per far partire l’auto senza troppi problemi.

Macinino Web Source 7_11_2022 Fuoristrada
Peugeot lo aveva previsto già nel 1800! (Web Source)

Mi serve un caffè

Se il caffè vi sembra proprio l’ultima scelta per creare un carburante alternativo adatto ad una vettura funzionante e legale su strada, fidatevi. Non avete idea di dove può arrivare l’ingegno umano quando la situazione lo richiede. Esiste un precedente avvenuto ieri, in senso storico in cui una vettura normalissima, una Volkswagen Scirocco, è stata convertita all’utilizzo di chicchi di caffè come carburante.

E non si tratta di un bizzarro scherzo o di un esperimento fallito perchè l’automobile ha percorso parecchi chilometri in questa insolita configurazione, venendo ufficialmente omologata da alcuni tra i giudici più severi del mondo. Scopriamo come funziona il macinino per caffè per eccellenza mentre ricordiamo che la Peugeot nel 1800 produceva proprio macchine per caffè! E’ ora di tornare alle origini?

Macina e macina…

Nel 2010, lo staff della trasmissione in onda sulla BBC britannica Bang Goes The Theory decise di scoprire se la teoria per cui i chicchi di caffè emanano moltissimo calore durante la macinazione aveva qualche applicazione al principio del motore a scoppio. Spoiler: era davvero così! Grazie ad un gassificatore capace di aumentare vertiginosamente la temperatura all’interno dello speciale serbatoio applicato sull’auto che vedete in foto, questa ha percorso ben 340 chilometri senza nessun propulsore ausiliario!

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Se hai sonno, puoi bere dal serbatoio! (Web Source)

L’auto è stata riconosciuta dal Guinness World Record come veicolo a propulsione a caffè più performante di sempre. Ma questo metodo ha applicazioni pratiche oltre ad un esperimento? Si e no. Se da un lato l’auto a caffè ha dimostrato di funzionare perfettamente, dall’altro il processo per produrne una è costosissimo – questo esemplare ad esempio ha richiesto migliaia di Euro in progettazione – ed il costo del Caffè attualmente, nel nostro paese, si aggira sui 18 Euro al chilo minimo!

C’è però da considerare che questo progetto è stato autofinanziato da un gruppo di appassionati di esperimenti: pensate se una multinazionale investisse miliardi in un auto a caffè come Elon Musk ha fatto con l’auto elettrica. Forse, un domani nemmeno troppo lontano, la propulsione a caffè diventerà qualcosa che si può usare nella vita di tutti i giorni!