Multe al semaforo rosso: “Non sono valide…” | Il regalo della Cassazione agli automobilisti italiani

E’ la multa per eccellenza, quella in cui siamo incorsi tutti. Eppure ora c’è una pronuncia destinata a fare giurisprudenza

E’ la violazione per eccellenza. Quella che si usa per antonomasia, anche nel discorso informale. Eppure, sappiate che vi sono alcuni casi in cui le multe effettuate per violazione del semaforo rosso non sono valide. Non lo diciamo noi, ma addirittura la Corte di Cassazione.

Intanto, prima di spiegarvi bene a cosa ci riferiamo, ci sembra d’uopo ricordare cosa stabilisce il Codice della Strada sul punto. L’articolo che ci interessa è il 146 del Codice della Strada, quello, cioè, che regolamenta la violazione della segnaletica stradale.

Multa semaforo rosso
Multa semaforo rosso (fuoristrada.it)

Al comma 1, l’articolo 146 dice che l’utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 42 a 173 euro.

Non solo, il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell’agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma. Tale multa, in questo caso, è anche più corposa e va da 167 a 665 euro.

Il Codice della Strada, peraltro, punisce anche la recidiva. Ciò, quando lo stesso soggetto incorre, in un periodo di due anni, in una delle violazioni dell’articolo 146, per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi.

Multe al semaforo rosso: ecco quando non sono valide

Insomma, non stiamo parlando di un’infrazione da poco. Innanzitutto perché mette in pericolo la nostra incolumità e quella degli altri. E poi perché, come abbiamo appena visto, vi sono delle sanzioni pecuniarie (e non solo) assolutamente non trascurabili. Ma, come detto, vi sono dei casi in cui la multa non è valida. Ecco cosa ha sancito la Suprema Corte di Cassazione.

Ci riferiamo ai cosiddetti “T-Red”. Di cosa si tratta? Sono gli strumenti che rilevano chi non rispetta il semaforo. Ebbene, le multe sono nulle quando questi sono installati senza che vi sia la reale necessità. Non tutti i gli incroci sono pericolosi. E, quindi, non tutti gli incroci necessitano dell’installazione di un dispositivo. In questi casi, quindi, è il Comune che li ha installati a essere in torto, probabilmente con lo scopo di rimpinguare le casse dell’Ente.

Multa semaforo rosso (fuoristrada.it)
Multa semaforo rosso (fuoristrada.it)

Sul punto è molto interessante la sentenza della Cassazione n. 6988 depositata il 3 marzo 2022, che sostiene come il verbale sia nullo “in quanto il dispositivo non era stato validamente utilizzato in modalità automatica, mancando la lanterna ripetitiva dopo l’intersezione”. La multa è valida solo se gli apparecchi forniscono “documentazione fotografica in cui sia visibile, oltre alla panoramica dell’intersezione controllata, la lanterna semaforica che regola l’attraversamento oppure la lanterna ripetitiva posta dopo l’intersezione”.