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Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Mhamid Express 2016 Marocco

  1. #1

    Predefinito Mhamid Express 2016 Marocco

    Traction 4x4
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    preparazioni ed accessori
    Alla fine di gennaio nel sud del Marocco si è svolta la MHAMID EXPRESS, una gara fuoristrada di regolarità e navigazione ideata e diretta da Benoit Delmas e patrocinata dalla Fédération Royale Marocaine de Sports Automobiles.
    E' il quinto anno che condivido con i miei amici francesi il piacere di vivere questo evento e le emozioni vissute sono state talmente belle che mi sono preso l'impegno di farla conoscere al maggior numero di italiani, con la speranza di formare un ITALIAN TEAM per il 2017.
    La MHAMID EXPRESS è una bellissima occasione per gli appassionati di fuoristrada, sia per i neofiti, che potranno esordire nella categoria “Raid”, che ai più esperti, che potranno confrontarsi nella categoria “Pro” tutti insieme, appassionatamente, in un clima divertente, amichevole e in tutta sicurezza.
    La gara si svolge nella regione di Mhamid el Ghizlane, tra il corso effimero del fiume Drâa, il lago fossile di Iriqui, il Jebel Bani e i grandi altopiani al confine con l’Algeria. Ogni equipaggio, servendosi dei punti GPS e del road-book consegnati ogni giorno prima del briefing, dovranno individuare e raggiungere tutti i waypoints posizionati negli angoli più suggestivi e selvaggi del deserto.
    Piste, fuoripista, polvere, ouadi, pietre, montagne, sole a picco e dune per ore e ore, insomma il Deserto con la D maiuscola e declinato in ogni modo possibile.
    Alla fine della giornata si ritorna sempre a Mhamid, al parco chiuso non lontano dall'albergo, dove l'assistenza potrà operare con calma anche con l'aiuto degli ottimi meccanici locali.
    Gli equipaggi nel frattempo potranno rilassarsi a bordo piscina prima di andare a cena al ristorante e poi dormire in un comodo letto tutte le sere.
    Per un appassionato di fuoristrada un modo davvero eccezionale di trascorrere delle vacanze. Credetemi!
    Sono sicuro di avervi messo la pulce nell'orecchio e se volete saperne di più, contattatemi liberamente, sarò lieto di fornirvi tutte le informazioni necessarie alla vostra partecipazione.
    In ogni caso su questo forum nei prossimi giorni troverete il mio diario che racconta “La mia Mhamid Express”.

    A tutti voi un saluto tassellato!!!
    Fabrizio Baron by Adventour.orglogo MAMEX 2016.jpg

  2. #2

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    MHAMID EXPRESS 2016 - N° 216 - GIORNO 1

    ...che giornata meravigliosa!!! la sveglia era prevista alle 07:45 ma alle sette sono già in piedi a ricontrollare la borsa che ho preparato con tutto il necessario per la prova speciale di oggi. Casco, guanti, i due GPS, lo schech per la polvere, un maglione e un cappellino che copre le orecchie, perchè l'attesa sulla linea di partenza potrebbe essere lunga e questa mattina il cielo è un po nascosto e tira un arietta... Nella tasca
    laterale della borsa infilo anche qualche bene di conforto caso mai cadessi in panne con la mia adorata Mandarina e facessi tardi nel deserto. Redandancy. Se pensi ti possa servire una bottiglia d'acqua, portane due Fabrizio!
    Mohammed mi bussa alla porta, la colazione è pronta!
    Alle 08:30 salgo sulla Mandarina e metto in moto. Il v otto 4.6 borbotta un po a freddo, i meccanici che me l'hanno preparata sono tutti intorno alla macchina e mentre chiudo la portiera in fibra di vetro mi sorridono e mi augurano buona fortuna. La partenza della speciale di oggi è a una decina di chilometri dal parco chiuso e mi godo l'aria frizzante della mattina. Il cielo si è aperto e mette in mostra un azzurro bellissimo.
    A qualche centinaio di metri dal gonfiabile ad arco che funge da linea di partenza gli Ssv sono già in fila e attendono il loro turno davanti al commissario di gara. Vado a prendere il cartone dove ai CP, controllo di passaggio, apporranno un timbro che valida il mio transito. Su questo cartone, in alto, insieme al mio numero di gara c'è l'ora in cui mi dovrò presentare al via, 09:40. Mancano ancora 30 minuti, connetto i GPS, tutto ok. Bevo due bottigliette d'acqua e faccio due passi. Ci siamo, sono alla partenza della mia terza Mhamid Express. Da solo. L'adrenalina inizia ad entrare in circolo. 15 minuti al via. Preparo sul cruscotto i guanti, mi infilo gli occhiali e il casco, inserisco la rotta nei GPS, Jour 1 A, così è scritto sul road book. Seleziono la rotta, sullo schermo appare la scritta “naviga” ci clicco sopra. E' ora di mettere in moto. La mia piccola parte al primo colpo. Le parlo: “ciao piccola, questa volta siamo soli, solo io e te, andiamo e vediamo di divertirci e di non spaccare niente”. Infilo il casco, stringo le cinture e sono pronto alla chiamata del commissario. Ci siamo, 5,4,3,2,1, VIA!!! Prima, seconda, terza e la pista dura e sassosa scorre sotto la Mandarina i primi salti e le prime curve prese veloci, leggermente in sottosterzo. I Waypoint appaiono sugli schermi dei GPS tutto bene, tutto scorre come deve. Dopo una ventina di minuti alla guida inizio a sentirmi in armonia con la macchina e con il percorso. E' una strana consapevolezza, una volta preso il ritmo giusto, le curve i salti le zone difficili non sembrano così difficili. Sfrutto tutta la corsa degli ammortizzatori anche se qualche volta sento i tamponi contro i ponti, ma solo in leggerezza, quasi ad accarezzarli. Il tracciato di oggi è un mix di tutto quello che si può incontrare nel deserto. Piste veloci, tratti sassosissimi, letti di fiumi in secca detti Oued, e le magnifiche dune dell'Erg Cheggaga. Solo qualche chilometro ma la loro bellezza non ha eguali in Marocco. Seguo la morfologia delle dune, per questa volta voglio evitare di stare sulla traccia principale e mi faccio la mia traccia personale. Ogni tanto sulle creste mi fermo, con il cofano che guarda leggermente in basso e oltre a godere del magnifico paesaggio, mentalmente tiro la mia rotta, e sono felice. Molto felice. Rido da solo e mi gongolo come un ragazzo di venti anni. Che bello. Dopo le dune e una zona di basse colline molto “cassanti” inizia la navigazione in una regione che assomiglia molto agli spazi del Kenia, mancano solo le giraffe che fanno capolino dalle acacie con la chioma ad ombrello. Il sole sta scendendo alle mie spalle e illumina il panorama davanti a me con le sfumature calde dell'arancio. In fondo vedo le dune dell'Erg Liohudi, gialle girasole. Che posto meraviglioso, che bello essere qui a bordo della Mandarina che accompagna il mio viaggio con la musica degli otto cilindri che a 2.500 giri in quinta marcia solfeggiano con pigra lentezza. Ultimo CP. Il commissario mi dice che sono ben posizionato e che ci sono solo ancora 25 chilometri. Dentro di me mi dico che mi piacerebbe ripetere la tappa. Ma domani c'è un tappone in prevalenza nelle dune. Pazienza Fabrizio. Pazienza. Domani arriva in fretta ...di corsa.PB2_0435.JPG

  3. #3

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    MAMEX GIORNO 3
    Parto per la terza tappa dopo il solito rito della preparazione, unica variante, Pierre mi ha gentilmente imprestato la batteria carica per il mio GPS. Manna dal cielo. Il primo chilometro della speciale si svolge appena fuori Mhamid, una serie di dunette di sabbia molle di uno e due metri, una curva dopo l'altra, uno spasso. Al di qua e al di la della pista sono disseminati fotografi, il cineoperatore e qualche decina di turisti e addetti ai lavori che si godono lo spettacolo. Esagero in qualche sterzata per il loro piacere peccando di esibizionismo ma assolvedomi poco dopo. Mi rilasso e mi godo la guida seguendo la mappa sul GPS. Recupero un paio di macchine partite prima di me, ma qualche chilometro dopo non vedo la pista giusta e proseguo sulla principale, errore, mi ritrovo su un argine di una decina di metri e vedo sfilare una delle macchine appena superate. Scendo dalla Mandarina e mi sporgo dall'argine per identificare l'accesso al letto del fiume e la traccia giusta. Risalendo il bordo dell'argine per un paio di chilometri vedo una duna che scende verso il letto del fiume ma a dividermi ci sono un centinaio di metri di arbusti secchi. Scendo e zizagando tra gli arbusti ritrovo lo oued. Ieah! Il motore fatica nella sabbia del fiume, tengo la terza a tre mila giri e insieme ad altri fuoristrada seguiamo, un sorpasso e l'altro, il corso sinuoso. Il letto si divide, tracce buone in entrambe le direzioni. Prendo la destra seguendo la prima macchina del gruppo e la più lontana da me, perlomeno è già avanti e la polvere è meno fitta. Il poi, è vero fuoristrada, la polvere aumenta e a tratti non vedo niente, mi fermo aspettando che passi e sperando che dietro non arrivi un prototipo a palla che mi tamponi. Le traccie si intrecciano in un boschetto di tamerici cresciute su dei pannettoni di sabbia e calcare induriti. Pazzesco! Ad un tratto la polvere svanisce, proseguo sulla mia traccia seguendo la posizione sul GPS. Serpeggio tra i mucchi di terra e arbusti nel fech fech, passo un Toy che sta cambiando una gomma e poco dopo la traccia sparisce in un fosso alto un paio di metri, freno in tempo l'andatura e scendo in seconda con il motore su di giri sfruttando la pendenza verso il fondo, la Mandarina scivola verso il basso e suonando tutti gli otto cilindri mi tira fuori di li. Vai bella! Finalmente il Lago Iriqui, quarta a manetta, ma il fondo del lago è scuro e molliccio e tocco solo i 100 km/h, Nel mezzo del lago il team di Benoit ha creato un punto di ristoro che funge anche da CP. Il paesaggio intorno è come fatato, per decine di chilometri, l nulla, solo in fondo si intravedono le montagne, viola. Tra loro e il CP solo l'effetto fata morgana, il tremolio dell'aria, nient'altro.
    Inserisco la nuova traccia indicata dal commissario e parto, sono solo, la Bowler gialla che mi aveva passato sul lago a centotrenta almeno, è ferma appena dopo il CP a cambiare una gomma stracciata. Corro in paesaggi fantastici, viaggio a settanta o ottanta in uno scenario che mi ricorda i cartoni di Willy il coyote, in fondo vedo un bosco di acacie ad ombrello. E viaggio. Ogni tanto sulla traccia principale ci sono delle cunette che prendo con piacere, quando le ruote si staccano dal suolo per quel paio di secondi mi piace sentire il motore che sale di giri e si smorza subito dopo per il contatto con la terra. Il percorso gira attorno ad un monolito nero, un tronco di cono tozzo e molto basso ma di una ampiezza di una decina di chilometri che spicca sul fondo del lago fossile piatto. Un buon tratto è quello della vecchia Dakar dei tempi d'oro, segnalato da balise alte un paio di metri e caratterizzato da tratti veloci e tratti molto tecnici, proprio tosti. La sabbia battuta si alterna a tratti di rocce di origine vulcanica, nere e taglienti, Rallento e guardo bene dove mettere le ruote. Uscito dal tratto “montano” inizia un tratto di dune e di oued, le braccia tenute nella stessa posizione per lunghi tratti adesso iniziano a girare il volante da una parte e l'altra, su e giù. Vero fuoristrada da sballo! Tra queste virate e saliscendi ad un tratto mi ritrovo, dietro una curva a scendere in un ouadi. Vedo un pozzo e in torno una famiglia di nomadi, quelli veri, gente del deserto insomma. Gli uomini stavano abbeverando i dromedari, una ventina, le donne avvolte nei loro coloratissimi tessuti Mauri erano intente a lavare i loro panni. Dall'altra parte, sopra le dune, quattro bambini seduti mi guardano e mi salutano ridendo. Non ci sono commenti, c'est l'Afrique! Ritorno sul lago e finalmente metto anche la quinta, 120 all'ora. Nei miraggi vedo il posto di ristoro e il prossimo CP. Arrivo e il commissario mentre mi mette il timbro sul cartone azzurro mi comunica che c'è un break di 30 minuti e ci sono cotolette d'agnello alla brace e fusilli alle verdure da mangiare. Gnam, gnam. Sono le due, sono in mezzo al nulla, mangiando agnello alla brace mentre ascolto i Red Hot Chili Pepper... e sto correndo un rally raid!!! 14:39 Riparto nei miraggi in direzione nord est, la Mandarina fila che è un piacere, 139 all'ora. Qualche sobbalzo ma i doppi ammortizzatori fanno il loro lavoro. Prossimo waypoint tra 12 chilometri. Vuol dire che non c'è nessun pericolo per dodici chilometri. Tengo giù il piede e mi godo la corsa. Il lago finisce e inizia la navigazione tra una collina e l'altra, le prendo tutte bene e sono un tutt'uno con la macchina. Lo sento. Viaggio avvolto da uno stato di grazia fino all'arrivo, macinando chilometri, sento la Mandarina derapare sulle curve, saltare sui dossi, rimbalzare sulle piccole creste di sabbia, corro in macchina su tutti i fondi possibili e immaginabili che il deserto possa offrire. Devo aggiungere altro! Sì, sono le 23;35, il cielo senza luna mette in mostra i suoi gioielli più preziosi, anche quelli più nascosti, domani mattina mi alzo, faccio colazione, mi infilo il casco e corro la quarta tappa della Mhamid Express. Buona notte.

  4. #4

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    MAMEX 2016 - GIORNO 4
    MAMEX GIORNO 4
    Che giornata! Oggi la maggior parte della tappa si è svolta tra la sabbia di alcuni piccoli Erg sparsi verso il confine con l'Algeria e tra uno gruppo di dune e l'altro ci sono stati alcuni dei pezzi più duri che abbia mai percorso. Una tappa davvero massacrante, sia per la Mandarina che per il mio fisico già messo a dura prova nelle giornate precedenti. Gli ammortizzatori tarati sul duro per rispondere al meglio sul veloce tra un woop e l'altro non sono il massimo per le piccole creste da passare a dieci o quindici all'ora, la mia piccola rimbalza scaricando tutte le asperità sulla mia schiena e il mio collo. Il casco rimbalza sulla parte alta del sedile e le spalle strette nelle cinture sono dolenti, ma questo è la Mhamid Express, una Rally Raid nel Deserto, l'antitesi di una passeggiata su un fuoristrada climatizzato. Qui si mangia polvere, si suda e si soffre, mettendosi alla prova ogni secondo e rischiando anche di farsi male. Oggi le dune sono state davvero difficili, molto alte, molto acute e molto soffici. Ho rischiato di piantarmi un paio di volte, ma grazie al bloccaggio centrale del differenziale e all'abitudine di fermarmi in cresta con il muso già in pendenza, sono riuscito, remando un pochino e scongiurando la Mandarina di aiutarmi, a scendere da ogni duna. Ogni piccolo Erg era caratterizzato da colori differenti di sabbia, il primo, era quasi color marron glacè, fantastico. Il secondo arancione, più bello ancora. Il terzo color farina gialla e i grani della sabbia che a volte mi arrivavano sul parabrezza mi sono sembrati della stessa consistenza della farina bramata ...o forse era farina bramata! Il Muezzin chiama dal minareto esattamente in questo momento, sono le 18:30 e il sole è appena sparito dietro l'orizzonte. Mentre scrivo vedo le cime delle palme che hanno ancor la luce del sole, l'ultimo raggio di sole della giornata. Qui sul mio tavolo non c'è già più. La Mandarina scivola da duna a duna e a tratti riesco a surfare sulle dune da panettone a panettone in terza normale. All'improvviso un piccolo fennec mi corre davanti e si nasconde dietro una grande tamerice. Mi fermo, spengo il motore, sono solo nel nulla, guardo le impronte del fennec, guardo nella direzione delle impronte e spero di incrociare i suoi occhietti furbi tra i rami bassi dell'albero, sicuramente lui mi starà osservando con trepidazione da un posticino al sicuro nella penombra. Ma a rompere la magia di quell'istante la radio ricetrasmittente gracchia: “a tout les concurrents, a tout les concurrentes. Danger, danger” l'equipaggio 214 si è rovesciato dietro una duna dopo il waypoit 387. La voce di Benoit sembra veramente seria e vedo l'elicottero a qualche chilometro dietro di me atterrare e capisco che qualcuno si è fatto male veramente. Immediatamente ritorno all'anno passato quando mi è capitata la stessa cosa. Ma questa mi sembra più grave. Mi rimetto in marcia e incosapevolmente guido con più prudenza del solito. Al CP mi informano dei dettagli dell'incidente e che la navigatrice si è incrinata le vertebre cervicali ed è stata trasferita prima all'ospedale di Zagora e dopo a quello di Marrakech. Continuo la mia tappa e arrivo alla fine nel primissimo pomeriggio. Il telefono squilla è Jeff che mi invita a mangiare sotto le pergole di Dar Azawad. Lascio la Mandarina nel parco chiuso ai meccanici e con la mia Duster bianca raggiungo velocemente Jeff. Appena arrivo mi informano che la navigatrice di Hugo sta bene e, fatti gli esami di prassi ritornerà la mattina dopo in elicottero per assistere all'ultima tappa e prendere posto nella foto di rito che ritragono tutti i concorrenti, tutte le fuoristrada, SSV, quad e moto che hanno partecipato alla settima edizione della Mhamid Express. Fantastico! Finito il lauto pasto annaffiato da qualche bottiglia di ottimo vino rosso locale torno in albergo e dopo una doccia mi metto a dormire. Sono solo le 19:00 ma mi addormento del sonno dei giusti. Stanco, esausto ma felice ...più che felice.
    Allegato 3470

  5. #5

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    Anche se sono le 08:30 la temperatura è già piacevole, la brezza fredda che ha caratterizzato la mattinata di ieri sembra essersi diretta da un'altra parta, il cielo è azzurrissimo e il sole splende. Ieri sera a Tagounite dopo aver fatto il pieno, ho fatto abbassare la pressione dei pneumatici ad 1,1 bar per galleggiare meglio sulla sabbia allargando la superficie delle gomme. Oggi è prevista la tappa con più sabbia di tutte e io sono trepidante al posto di guida e pronto per partire. Tutto funziona alla grande e sono pieno di aspettative per la giornata di oggi. Il commissario di gara mi fa un cenno da lontano. E' ora di prepararsi, occhiali, casco allacciato. Metto in moto e mi avvicino con il motore borbottante alla linea di partenza. Il commissario mi comunica i dieci secondi alla partenza. Poi, 5, 4, 3, 2, 1, VIA!
    Vai Fabri! Prima, seconda, terza, piccolo salto e... all'atterraggio il GPS principale si spegne. E' poco piacevole continuare solo con il piccolo, lo schermo è minimo e la luce del sole lo rende uno specchio. Per il momento la pista è una sola, ma penso al mare di dune di oggi e mi fermo su un lato per verificare il collegamento, scuoto i fili e uno mi rimane in mano. Accidenti!!! Mi rimetto in moto e mi metto in coda ad un Toyota kzj 73, una bellezza di fuoristrada bianca e blu Francia. Facciamo un bel pezzo di strada insieme, mangio un po di polvere ma va bene così, perlomeno sono sicuro di essere sulla traccia giusta, conosco il navigatore ed è una vecchia volpe grigia del deserto. Ad un certo punto in un punto isolatissimo e senza piste ci ritroviamo in cinque a viaggiare nel nulla, uno affianco all'altro godendo dello spettacolo di isolamento e delle nostre macchine che lasciano una scia di polvere rosata alle spalle. Mamma mia che bello!!! Incrociamo una pista è quella che dobbiamo percorrere per arrivare alle dune. E' molto sassosa, meglio restare ad un'andatura allegra per non sentire tutte le pietre multicolori che calpestano le gomme. Meno male che sono quello che resta di un antico fiume fossile e sono tutte belle arrotondate altrimenti chissà quante forature. Fabri occhio che hai la pressione ad 1,1 bar, guida come sulle uova! Dopo una decina di minuti di cassante, sempre n compagnia della mia fida Toy apripista finisco in un letto di un fiume stagionale sabbiosissimo. Guidiamo tra i meli di sodoma divertendoci un sacco facendo uno slalom “molto speciale” tra queste piante grasse particolarissime. Giù in fondo oltre le piante e la polvere intravedo le cime delle dune. Ci siamo. Arriviamo insieme al CP, mi affianco alla Toy biancazzurra e spiego il perchè della mia vicinanza costante senza tentativi di sorpasso ..pas de problem Fabrisio! Mi fermo un attimo per tentare per l'ultima volta di porre rimedio al collegamento del GPS con gli amici del CP, ma niente. Rimarrò attento alla traccia principale che non è difficile da perdere dopo il passaggio di una ventina di mezzi prima di me, mi dico. La prima duna è bella alta, almeno una decina di metri, davanti a me una traccia, ma scelgo d'istinto di restare ad un paio di metri dove la sabbia non è stata lavorata, quindi più portante. La Mandarina libera i suoi purosangue inglesi e saliamo fino in cima, supero la cresta, mi fermo con il cofano che leggermente punta verso il basso. Che spettacolo!!! Un mare di dune mi si apre davanti senza soluzione alternativa, dune, dune e ancora dune. Rimango fermo una decina di secondi poi, mentre scendo verso la conca che precede un'altra duna più bassa, mi dico che questa sarà la mia tecnica per oggi. Salire sulla cresta delle dune, fermarmi qualche secondo, godermi lo spettacolo del panorama, vedere le tracce degli altri e scegliere i passaggi migliori nella sabbia vergine. Un po azzardato senza GPS, ma mi riprometto di non perdere mai d'occhio la traccia principale. Su, giù e poi ancora su e giù, poi una serie di morbidi panettoni di sabbia da fare in terza normale, al minimo. Che piacere, mi sento bene, godo tantissimo a salire e scendere nei canaloni tenendo il motore al minimo, tirando solo quando serve e per superare le dune molto acute. Dopo due ore così le dune si fanno più fitte e più impegnative, il motore scalda, la temperatura dell'acqua e dell'olio sono quasi sul rosso, meglio fermarsi qualche minuto e godersi il passaggio di qualche macchina tra le dune. Aspetto e poi finalmente arriva Xavier con la Range Rover Tdi bianca. Scende da una duna bella in piedi, rallenta, mi chiede se è tutto ok, rispondo di sì. Lo vedo sfilare dentro un canalone di qualche centinaio di metri e poi sparire dietro una duna bassa. Adesso sento solo il motore in lontananza che sforza. Credo che si sia piantato. Ormai le temperature si sono abbassate e seguo le tracce di Xavier per vedere se ha bisogno di aiuto. Lo vedo con le piastre in mano che aiuta il suo navigatore a scavare nella sabbia. Lo sorpasso e mi metto in posizione per trainarlo. Lui capisce al volo e prende la strop e la aggancia alla Mandarina. E' un attimo, un colpetto e via. Proseguo la mia “strada” incrociando di tanto in tanto la traccia principale ma ad un certo punto mi trovo in un catino di sabbia molle. Mi pianto, mannaggia!!! Mi slaccio, tiro fuori le piastre e come per incanto arriva Xavier. E' un attimo, un colpetto e via. La legge del deserto mon cher! Sistemato tutto, proseguo da solo tra le dune di una bellezza da togliere il fiato. Vedo il CP, le bandiere colorate spiccano nei toni neutri della sabbia. Benoit è là che mi aspetta, ha riconosciuto il suono della Mandarina da lontano e mi viene incontro applaudendo e mostrandomi un sorriso entusiasta. Tout va bien Fabrisio? Me oui Ben! C'est fantastique!!!
    Ultima modifica di ramarro; 11-03-2016 alle 17:40

  6. #6

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    ...qui sopra quello che è accaduto il GIORNO 2

    - - - Aggiornato - - -

    MAMEX 2016 - GIORNO 5
    Una bella dormita di ben undici ore mi ha rimesso in forma, sto benissimo e sono pronto a correre gli ultimi novanta chilometri di una speciale che ripete un circuito dai terreni assortiti di trenta chilometri. Preparo tutto ed esco dopo un'abbondante colazione innaffiata da un te meraviglioso preparato da Mohammed. Arrivo al parco chiuso dalla Mandarina ma mi accorgo che ben quattro meccanici ci stanno armeggiando, due all'interno e gli altri due vicino alle portiere. Con la mia borsa e il caasco mi avvicino e dico ad Omar, il capo meccanico: “kein mushkil!?” ci sono problemi!? Lui mi guarda con il suo solito sguardo neutro e mi risponde: “mekeinsh mushkil!” non ci sono problemi. Poi mi spiega che l'impianto elettrico è malfunzionante, che la Mandarina si mette in moto ma che non si riesce a spegnere. Sorrido e gli faccio vedere che una volta inserita la seconda, lasciando la frizione con il freno tirato la motore si spegne lo stesso. Ca va, ca va! Parto per raggiungere il punto di partenza. I fotografi hanno disposto una striscia semicircolare in direzione del sole dove fanno schierare tutti i mezzi. L'elicottero atterra e scende Eveline, la navigatrice di Hugo con un sorriso smagliante, le corro incontro e l'abbraccio susurrandogli nell'orecchio parole di conforto che mi escono spontanee. So benissimo cosa ha vissuto. Lei mi guarda negli occhi, mi sorride, mi ringrazia e mi augura una buona corsa. Mi preparo con il solito rito, cerco il piccolo GPS, l'unico che mi è rimasto. Ero convinto di averlo preso ma non lo trovo. Va be, sono trenta chilometri da ripetere tre volte, le traccie saranno molto evidenti. Sono sereno e prendo comunque posto tra le altre macchine pronte al via. La partenza è a due per volta, sono tra i primi e mi capita un prototipo della RR concept, bellissimo, arancio. Non ci sarebbe gara tra me e lui e mi metto d'accordo con il pilota che dopo la partenza a razzo lo lascio passare per evitare qualsiasi problema., Lui è contento, sollevato forse, mi sembra di percepire. Partiamo, la Mandarina scatta e sopravanza la RR, allargo una curva intenzionalmente e lu mi sfila all'interno. Lo seguo per il primo giro tenendomi ad una distanza tale da non essere soffocato dalla polvere. Giriamo a meraviglia. Primo giro, secondo giro, tutto fila a meraviglia. Inizio il terzo, e dopo un tratto tra le dune sento un colpetto al cambio, un clack freddo che precede il piccolo disastro. Vedo l'ultimo CP inizio a rallentare, un'altro clack, arrivo al CP, il commissario mi timbra il cartoncino giallo, metto la prima, ma non ingrana, riprovo, niente. Un po triste capisco che la mia corsa è finita. Ma sono contento, ho fatto una gara bellissima, piena di sorprese, piena di soddisfazioni, va bene così. Vedo sfilare un paio di macchine e poi arriva la Fj 40 di Pierre. Penso che forse lui mi potrebbe trainare fino all'arrivo essendo un concorrente, nessun altro lo può fare. Lui si avvicina e mi chiede cosa è successo, gli spigo e lui senza nemmeno aspettare la mia timida domanda mi dice di tirare fuori la strop e di attaccarla alla sua vecchia Fj. Felice e sorpreso nello stesso tempo, accetto, volo nella cassa degli attrezzi sul retro della Mandarina e tiro fuori la strop. Solo dieci chilometri mi dico, forza Mandarina, forza Fabrizio, ancora dieci chilometri. Ricollego i fili per mettere in moto in modo da avere i freni funzionanti e segalo a Pierre che sono pronto. Partiamo piano, ma la sabbia che a tratti occupa la pista principale verso il traguardo frena il traino e ci insabbiamo quattro volte. A furia di strappi, di piastre per la sabbia e di tanto coraggio da parte di Pierre affrontiamo l'ultimo chilometro di speciale. Intravedo le macchine degli spettatori, del team di Benoit e l'arco bianco che segnala l'arrivo. Scoppio a piangere di felicità, ce l'ho fatta, grazie allo spirito magico che alimenta questa incredibile gara fondata sulla solidarietà tra concorrenti, ce l'ho fatta! Ho concluso la Mhamid Express. Passiamo sotto l'arco bianco insieme e una volta scesi dalle due nostre vecchiette ci abbracciamo, Benoit ci corre incontro e ci dice che siamo incredibili. Due macchine che corrono nella stessa categoria, la storica, due piloti che corrono senza navigatore, più o meno della stessa età ...incredibile! Ringrazio Pierre per avermi aiutato a coronare un bel sogno e lo invito a festeggiare sul tetto della Mandarina. Un gruppo di piloti che aveva organizzato una tenda vicino all'arrivo dove erano stati stesi tappeti e preparato un Cuscus royale ci invitano a mangiare e a raccontare la nostra storia. Tra le risate, la polvere, i visi sporchi e sudati mi accorgo che tutti quelli che ci sono li, una venti di maschi francesi, belgi, marocchine e un italiano, c'è solo felicità, cameratismo, senso del gruppo. Le storie si intrecciano, ascolto di episodi successi negli anni precedenti alla Mamex, sento storie di chi ha partecipato alla Parigi-Dakar, alla Africa Race... ma sono già le cinque e alle sei e mezza inizia la cerimonia della consegna dei premi. Il tempo di farsi una doccia e poi ci ritroviamo, puliti e profumati questa volta.

    PB2_2434.JPG

  7. #7

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    Emozioni Indimenticabili!!!
    Finalmente il film di oltre venti minuti della Mhamid Express 2016 che ha occupato il palinsesto di MOTOR TV FRANCE per molto tempo ora a disposizione sul blog e su youtube. Si percepisce la serenità degli equipaggi, anche dei più agguerriti, la bellezza dei paesaggi del deserto del sud del Regno del Marocco. Guardate il sorriso delle persone intervistate, comunicano tutto!
    Un bel memorandum che mette la voglia di partecipare l'anno prossimo!!! Formiamo un ITALIAN TEAM per il 2017!!!
    Questo è il link per una connessione diretta con il Rally Raid Mhamid Express:
    http://www.rallyemhamidexpress.com/2...d-morocco.html
    Arrivederci a presto. Un saluto off road a tutti quelli che passano di qui!
    Immagini Allegate Immagini Allegate

  8. #8

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    TRACTION 4X4 - PREPARAZIONI ED ACCESSORI
    Oggi sentivo di dover andare a leggere le ultime notizie sulla Morocco Sand Express e le ho trovate!!!
    Benoit Delmas, il deus ex machina di questo rally raid (e della Mhamid Express che si svolgerà alla fine di gennaio 2017), dopo la lunga e caldissima estate, sta partendo per l'ultima messa a punto dei due road book che saranno indispensabili ai concorrenti che prenderanno il via sotto la bandiera a scacchi a Merzouga. Eh sì, due road book per questo splendido Rally Raid che si svolgerà nel sud del Marocco dal 30 ottobre al 4 novembre 2016; uno per la categoria rally raid, con grandi dune e uno per la categoria safari, con dune ...più piccole!!! E a quanto sembra, la categoria safari farà rumore quest'anno, sono già tante le macchine iscritte, tra cui 3 Porsche Cayenne.
    Un percorso di gara ideale per questi grossi SUV che potranno far urlare i loro V8!!!
    Sono molte le domande che ci arrivano riguardo il numero e il tipo di fuoristrada che parteciperanno alla 4° edizione della Morocco Sand Express: ci saranno fuoristrada Toyota, Nissan, Land e Range Rover. Ma anche i Buggy MMP reduci dal campionato Baja. Poi Buggy JMS, un ex Pradator De Mevius e, se messo a punto in tempo, anche il nuovo proto Buggy BOOXT.
    Gli SSV, sempre più numerosi e performanti, saranno in maggior parte Maverick e RZR. Per il momento nessun Yamaha, anche se ci piacerebbe davvero vederlo confrontarsi con gli altri SSV di riferimento.
    Per il momento è tutto per la Morocco Sand Express, anche se, appena Benoit riuscirà a postare delle fotografie o degli ulteriori commenti, sarà mia premura pubblicarle.
    Good news anche riguardo l'ormai mitico Rally Raid Mhamid Express, giunto all'ottava edizione, le iscrizioni continuano ad arrivare! Continuate a chiederci informazioni sul regolamento e sulle varie opzioni possibili sulle iscrizioni e sul noleggio di fuoristrada preparati e ottimizzati per le due categorie in gara. Gennaio 2017 sembra lontano ma...
    Qui di seguito l'articolo pubblicato da LAND MAG, cinque pagine sulla scorsa Mhamid Express 2016. Tutte le Land, Range e Discovery, ma anche le Roxter, le Bowler e le TomCat, che hanno portato ben alto il vessillo della marca inglese. Un grazie da parte di tutto lo staff alla redazione di LAND MAG che ci sostiene amabilmente.
    P.S. I miei amici riconosceranno tra queste pagine la mitica Mandarina!!!Aob_f8802d_land-mag-00.jpgBob_ce20ff_land-mag-02-1.jpgCob_e77671_land-mag-01-1.jpgDob_44b667_land-mag-03-1.jpgEob_9e8d72_land-mag-04-1.jpg

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