L’ AUTORECUPERO

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L'autorecupero

Sappiamo che nella pratica del fuoristrada non avventurarsi con una sola auto sarebbe preferibile, ed i veicoli debbono essere dotati di adeguati punti di ancoraggio,  anteriori e posteriori,  per potersi trainare a vicenda con  tutte le doverose cautele.  Tuttavia potrà capitare di fare qualche viaggio o piccola avventura in solitaria  e qualche dispositivo e tattica per potersi letteralmente  trarre d’impaccio da se in caso di impantanamento, potrebbe risultare molto utile.

Sicuramente dopo un po’ di pratica ed esperienza saprete distinguere un ostacolo in cui la macchina rischia di restare bloccata,  ed ovviamente il consiglio banale ma saggio quando non fate a gara di audacia con gli amici, è cercare di evitarlo passando altrove.  Tuttavia anche un banale strada bianca a fondo argilloso o un pascolo resi fradici da un acquazzone possono creare un insidia in grado di trarre in inganno anche un guidatore esperto.

Come noto o intuibile, il dispositivo di gran lunga  più  efficace è un verricello da installare sul veicolo.  Alcuni veicoli d’epoca ne hanno di meccanici azionati dalla trasmissione, derivati dall’ industria ce n’erano di idraulici, azionati dal servosterzo o da una pompa dedicata,  ma entrambi non essendo utilizzabili a motore spento, ad esempio con l’auto su un fianco o in acqua profonda,  sono stati soppiantati dai modelli elettrici.   Si tratta però di una soluzione costosa, invasiva  e non sempre realizzabile.    Nonostante i moderni veicoli abbiano alternatori potenti,  la “corsa agli armamenti”  ha prodotto verricelli famelici di energia,  per tanto chi pensa di farne un uso intensivo dovrà prevedere un vero e proprio “impianto di tiro”, ma anche  un uso occasionale d’emergenza prevede modifiche importanti al veicolo,  non sempre ammesse dalla casa costruttrice, tra cui consigliabile  una seconda batteria dedicata per non rischiare di non riavviare più  il motore dopo essersi recuperati. Sommando anche il supporto,  si crea inoltre una notevole zavorra a sbalzo  che crea compromessi  nella guidabilità di tutti i giorni, da doversi considerare attentamente a fronte di un utilizzo sporadico. In sostanza non ne vale certo la pena per  tenere il verricello solo a far bella mostra di se.  Qualcuno  per questi motivi utilizza  gli argani manuali a leva “TIRFOR” che sono potenti e dispongono di tanto cavo quanto riteniamo di dotarne.    Sono utili  anche per recuperi posteriori o laterali, si portano solo all’ occorrenza e sono  trasferibili  ovvero “condivisibili” su altri veicoli, e non necessitano di modifiche ne omologazioni.  Un ottima soluzione  per molti aspetti,  ma  non sono propriamente leggeri ne poco voluminosi e bisogna essere molto in forma per poterli usare efficacemente,  anche se esistono opzioni per “motorizzarlo”. Principale difetto è il costo, anche senza motorizzazione, superiore  a quello di un verricello elettrico a buon mercato.

C’è anche una possibilità di usare una binda come paranco,  ma questo attrezzo chiaramente nasce per il sollevamento,  e 120-150 cm di tiro al massimo,  in parte persi per tendere la strop o la cima necessari a raggiungere un punto di ancoraggio,  non la rende uno strumento realmente  utile per  tirarsi.

Una piccola menzione la meritano gli hub winches, ovvero  capestani  da fissare solo all’ occorrenza ai mozzi ruota su cui far arrotolare delle corde.  Tecnologia risalente agli albori dell’ automobilismo, ad oggi si usa in Australia, proprio  perché  funzionale, ma in spazi ampi.

Per chi si approccia al fuoristrada,  e non se la sente di investire capitali, ci sarebbe in realtà un dispositivo di compromesso,  relativamente piccolo e molto economico , ovvero  il paranchino a leva da 1500  kg a tiro singolo o 3000 con carrucola.   Il problema, come nella binda, è  la ridotta quantità di cavo, che se in parte sprecati per tendere una corda, lo rende quasi inutile.    L’invenzione in questo caso è abbinarlo a delle cinghie utilizzate per fissare i carichi,  nella versione da 4000kg.   Grazie ai loro pretensionatori, pur ancorandosi sino a 30 metri,  i tre metri di cavo dell’ argano sono totalmente utilizzabili e sufficienti a sbloccare il veicolo “spanciato” su una cuspide, bloccato in twist  o in una pozza.

4 winch poor    4 kit

Chiaramente non ci scaleremo una montagna, ma si può ripetere il tiro più volte , accorciando e ritensionando le cinghie in maniera un po’ laboriosa,  ma efficace.   Questo “verricello dei poveri” da poche decine di euro sta in un borsone, e  può rivelarsi provvidenziale  per una “piantata” accidentale.   Chiaramente non gettatevi nei burroni o guadate larghi fiumi contando esclusivamente su di esso!

L’ AUTORECUPERO
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Appassionato di auto e motori in generale, utente, ed in seguito moderatore della prima ora di F.O.L. (Fuoristrada on line) dove, fissato della sezione tecnica, inventò il termine "differenziale autoSbloccante", che all' epoca dei modem 64k, non aveva ancora una definizione italiana! Altre passioni sono i viaggi, specialmente in auto, ed il fai da te, che aiuta a mantenere un fuoristrada.



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